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Giovedì, 30 Apr 2026

Quando si cominciò a parlare di ecologia umana come branca della biologia, nei primi decenni del Novecento, Ellen Swallow (1842-1911) ci lavorava già da parecchio tempo.

Si era laureata in chimica al MIT (Massachusetts Institute of Technology) nel 1873 e con il suo docente organizzò un laboratorio per una nuova disciplina che chiamarono “chimica sanitaria”. Fu l’unica donna che riuscì ad ottenere una laurea nel prestigioso istituto, ma le fu negata la cattedra perchè solo gli uomini erano ammessi nei laboratori. Scelse quindi di esercitare la professione di “chimica industriale” e fu la prima donna a farlo.


Raggiunse la notorietà per il suo lavoro di analisi delle acque, analizzando una quantità infinita di campioni di acque provenienti da scarichi domestici, industriali e sistemi fognari. Il tutto richiese lo sviluppo di nuove tecniche ed apparati di laboratorio che dovette creare da sè.

Questa indagine sanitaria portò alla produzione delle prime tabelle di purezza delle acque e quindi ottenne l'allestimento del primo laboratorio per i test di purificazione degli scarichi idrici. Nel campo della mineralogia riuscì ad isolare un metallo allora sconosciuto, il vanadio, e per questo le conferirono un master.

Ma l'ecologia, come studio le interazioni tra l'uomo e l’ambiente, rimase la questione che la appassionò per tutta la vita. Già allora uno dei problemi più seri era la pulizia delle acque e dell'aria, e non solo negli USA: le fabbriche disperdevano liberamente fumi densi e scarichi maleodoranti, case e uffici erano riscaldati soprattutto a carbone.

Per questo tentò di sensibilizzare i cittadini anche scrivendo trattati in merito all'alimentazione corretta, alla progettazione di edifici più sani, più sicuri e sulle caratteristiche ottimali degli ambienti domestici.

In questo si rivolse soprattutto alle donne, perché di fatto erano costrette a combattere, giorno dopo giorno, per mantenere, per quanto possibile, le condizioni igieniche ad un livello accettabile nelle famiglie. A questo scopo tenne anche corsi nella sua abitazione.

La sua casa, del resto, era molto particolare: la ridisegnò lei stessa, facendo particolare attenzione al sistema di riscaldamento e a quello di ventilazione, tanto che la casa dove abitavano lei ed il marito Robert Richards veniva chiamata "il centro del benessere" da tutti quelli che la frequentavano.

Ellen Swallow ci ha insegnato che quella per l’ambiente è una battaglia lunga e senza tregua, in cui ogni piccolo risultato può avere grandi conseguenze.

I suoi saggi furono classificati inizialmente come “economia domestica” da James Dewey, inventore della classificazione bibliotecaria, perchè l’ecologia non esisteva ancora.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, Milano 2020.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

 

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