Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 25 Mag 2026

di Biancamaria Gentili

Quando si tratta di raschiare il barile, il ministero dell’economia in carica sembra davvero inimitabile. Non perché riesca a scovare l’ultimo degli evasori, tutt’altro.

A farne le spese, da qualche mese, sono i lavoratori che nel corso della loro vita sono stati alle dipendenze di due o più datori, con versamenti contributivi a enti previdenziali diversi.

Ne consegue che, a un certo punto, quasi sempre nell’imminenza del pensionamento, si rende necessario effettuare la famosa “ricongiunzione”, che fino all’approvazione della “manovra d’estate” (legge 122/2010) era gratuita, se effettuata verso l’Inps o se riguardante il personale della pubblica amministrazione.

Dal 1° luglio dello scorso anno, invece, tutte le ricongiunzioni sono onerose, a prescindere dall’ente previdenziale di provenienza e da quello di destinazione. Quindi anche per i dipendenti pubblici le regole sono mutate.

In negativo. Ciò che colpisce di più il lavoratore, però, è il quantum richiesto per perfezionare la ricongiunzione, che trova la sua necessità nel fatto di permettere al lavoratore, attraverso il cumulo dei periodi contributivi, di maturare i 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, che sono necessari affinché il trattamento di quiescenza venga liquidato con il sistema retributivo anziché con quello contributivo, che notoriamente produce benefici di gran lunga minori.

Ebbene, l’onere richiesto per la predetta ricongiunzione ha raggiunto cifre stratosferiche, proprio allo scopo insano di renderla impraticabile, costringendo il dipendente ad optare per la doppia pensione, il cui importo complessivo è comunque inferiore a quello che si sarebbe ottenuto sommando i periodi contributivi. Il metodi di calcolo dell’onere è basato sulla riserva matematica, che si calcola con criterio attuariale ed è legato alle aspettative di vita, all’età di chi fa l’istanza  nonché al reddito.

Ad esempio, un dipendente pubblico di 55 anni, con sei anni di contributi presso l’Inps prima del 1985, che ha uno stipendio annuo lordo di 30 mila euro, per ottenere la ricongiunzione presso l’Inpdap, così maturando il diritto al calcolo della pensione col metodo retributivo, deve sborsare circa 60 mila euro.

Il fatto che tale somma possa essere rateizzata e che con la dichiarazione si possano recuperare complessivamente circa 18 mila euro, appare davvero un contentino.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
empty alt

“La pubblica (d)istruzione”, come e chi ha sabotato la scuola in Italia

La pubblica (d)istruzione - Come la destra ha sabotato la scuola con la complicità della sinistra...
Back To Top