Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 09 Mar 2026

Palazzo della Consulta, sede della Corte CostituzionaleLa Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n. 178/2015, con la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale sopravvenuta, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza stessa nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nei termini indicati in motivazione, del regime di sospensione della contrattazione collettiva del pubblico impiego.

Come molti lettori ricorderanno, il dispositivo della predetta decisione era stato reso pubblico lo scorso 24 giugno, evento al quale Il Foglietto aveva dedicato un articolo, a firma di Franco Mostacci, dal titolo Dopo la sentenza della Consulta, riparte la contrattazione nel pubblico impiego. Ma gli aumenti saranno una miseria.

Il governo, non appena la sentenza apparirà in Gazzetta Ufficiale (tra circa una settimana), dovrà adottare atti concreti per dare immediata attuazione alla decisione dei giudici del Palazzo della Consulta, sbloccando, dopo quasi sei anni, la contrattazione nazionale, che interessa circa 3,5 milioni di dipendenti pubblici.

In concreto, il Consiglio dei ministri dovrà reperire i fondi necessari per la copertura della spesa e approvare l’atto di indirizzo, che per legge dovrà essere deliberato dall’Aran.

I nuovi contratti, per i diversi comparti di contrattazione, avranno durata triennale e decorreranno, come già sottolineato, dal primo giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Consulta in Gazzetta.

Ma è proprio l’attuale numero dei comparti, pari a 13, a rappresentare un grosso punto interrogativo sui tempi dello “sblocco”. Il decreto legislativo “Brunetta” (n. 150/2009), infatti, ha previsto che essi non possano essere più di quattro.

Al momento, non è dato sapere se lo “sblocco” deciso dalla Corte Costituzionale avverrà con i vecchi comparti oppure se si dovrà attendere che Aran e organizzazioni sindacali sottoscrivano, siccome previsto dalla legge, un accordo per la drastica riduzione degli stessi comparti.

In quest’ultimo caso, i nuovi contratti potrebbero attendere non poco prima di vedere la luce, ove si tenga conto che sei anni non sono stati sufficienti per dare concreta applicazione alla norma “Brunetta”.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
empty alt

“Gli occhi degli altri”, film di notevole intensità emotiva e passionale

Gli occhi degli altri, regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena),...
empty alt

La guerra all’Iran non sarà una passeggiata

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un...
empty alt

Trichoderma, benefici e limiti di uno degli organismi più usati per proteggere le piante

I funghi del genere Trichoderma sono tra i principi attivi di natura biologica più diffusi in...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
Back To Top