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- di Adriana Spera
“Tutti i cittadini hanno pari dignita`sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Cost. art. 3).
Chi parla di guerra generazionale, osservando la grande disparità dei redditi fra vecchi e giovani italiani specie all’indomani della crisi, trascura di sottolineare che nei dieci anni trascorsi dal 2008 non è semplicemente aumentato il reddito equivalente degli ultra65enni. La notizia è che sono aumentati gli ultra65enni.
Se non fosse per la Spagna, che con un bell’olé ha risolto l’emergenza dell’Aquarius, offrendo ospitalità ai profughi africani, staremmo ancora a discutere dei porti italiani che, mai come oggi, hanno avuto l’onore delle cronache e che adesso, assai repentinamente verranno dimenticati. La qualcosa ha del fenomenale. Siamo l’unica penisola al mondo con una lunga storia di commercio marittimo alle spalle che parla di porti solo quando arriva l’uomo nero. Per il resto…
Gli ultimi dati sul lavoro hanno inevitabilmente riacceso le polemiche. Chi ha governato negli ultimi cinque anni rivendica di aver riportato l’occupazione ai livelli pre-crisi grazie al Job Act, venendo, però, criticato da chi sostiene che il precariato stia prendendo il sopravvento sulle posizioni lavorative stabili e che il numero di ore lavorate sia ancora in flessione.
Mi sveglio nel paese del governo del cambiamento e mi ritrovo nel Renzi bis. Per dire, sento l’occhiutissimo ministro dell’interno affermare che il suo predecessore ha fatto un discreto lavoro per cui “non smonteremo nulla di ciò di positivo che è stato realizzato”. La qual cosa mi sembra straordinariamente intelligente, alla faccia del cambiamento.
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