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Giovedì, 27 Ago 2026

altIl 27 febbraio scorso ho fatto un intervento al Senato della Repubblica sul tema dell'Etica della Scienza e sulla necessità dell'autonomia della scienza dal potere politico, in particolare, con una relazione dal titolo: Rapporti tra scienza e politica nella gestione dei rischi naturali: dalle scorie radioattive, al Vesuvio, alla Terra dei Fuochi.

Gli argomenti da me trattati hanno costituito solo un percorso esemplificativo nei settori di mia più specifica competenza dei danni enormi che si generano per la società civile, in ragione della malsana subordinazione della scienza rispetto ai voleri della politica. Al Senato, ho comunque messo in evidenza come nella scala delle responsabilità, secondo il mio punto di vista, sia primaria quella degli scienziati rispetto a quella dei politici.

Non è mia intenzione entrare nei dettagli dei casi delle scorie radioattive a Scanzano Jonico, del rischio Vesuvio e dell'inquinamento della Terra dei Fuochi (trattati diffusamente in precedenti interventi sul Foglietto e su altri organi di stampa).

In questa sede, torno al rapporto malsano scienza-politica, facendo la considerazione banale che la subordinazione della scienza, la politica la ottiene certamente in modo più semplice elevando al rango di competenti/eccellenti tanti personaggi con qualità molto dubbie per rientrare nella categoria.

La logica premiante degli appartenenti ma non certo dei competenti/eccellenti trova conferma nella pratica quotidiana, se ci si prende la briga di andare a scorrere le liste dei "nominati" a tutti i livelli in Italia.

Io questa briga me la sono presa verificando, per esempio, la lista di nominati nel settore a me più vicino, quello del Rischio Vulcanico della Commissione Grandi Rischi (CGR) della Protezione Civile (PC).

Ebbene, per questo Settore fra gli undici componenti ci sono due petrografi; un esperto di Scienze delle Costruzioni, due Geochimici e tre Geofisici. Di vulcanologi in senso stretto ce ne sono solo tre. In una Commissione che dovrebbe presiedere alla salvaguardia della vita di milioni cittadini esposti al rischio vulcanico riterrei che sarebbe stato più logico nominare almeno una maggioranza di eccellenti vulcanologi che l'Italia certamente esprime a livello di Università e Enti di Ricerca. Cosa c'entrano i bravi esperti di archeometria e scienze delle costruzioni in siffatta Commissione? Non sarebbe stato più logico e normale che il referente di Settore nella CGR fosse un eccellente vulcanologo? O forse non ci sono eccellenti vulcanologi in Italia? Su quali basi di merito vengono nominati i competenti/eccellenti?

Il senso del mio discorso generale è che se in Italia si elevano al rango di Giudici pletore di persone sulla base di criteri non sostenuti da CV di eccellenza, non si potrà che andare di male in peggio, a danno del Paese, perché chi ottiene per “appartenenza” non può che essere molto docile verso il politico di turno, che ha determinato la nomina stessa.

In ragione del ruolo essenziale che gioca la PC per la salvaguardia della popolazione, è forse chiedere troppo che la stessa PC scelga i competenti/eccellenti di cui avvalersi sulla base di criteri di evidenza pubblica?

*Professore Ordinario in Geochimica Ambientale presso l'Università di Napoli Federico II e Adjunct prof. presso Virginia Tech, Blacksburg, VA, USA

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