Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 15 Lug 2026

di Adriana Spera

Lo scrivemmo a novembre 2008: un altro diritto "acquisito"- quello delle donne ad andare in pensione a 60 anni - stava per cadere, travolto dall'ondata restauratrice che da tempo flagella Eurolandia e che vede l'Italia in prima linea nell'accettare supinamente i diktat dei poteri forti che governano l'Europa, attraverso i mercati finanziari.

Nel procedimento aperto nei confronti dello Stato italiano dalla Ue il governo si è difeso sicuramente peggio di quanto non abbia fatto per consentire la permanenza dei crocifissi nei luoghi pubblici.

Evidentemente i valori cattolici contano più dei diritti delle donne. Dopo la condanna si annunciò che comunque s'era spuntata la gradualità dell'applicazione del provvedimento fino al 2018. Ora scopriamo che non vi sarà alcuna proroga.

Gli ulteriori tagli agli enti locali per 13 mld rendono sempre più un miraggio la creazione di un sistema di servizi dedicati alle donne.

Tale vicenda è tanto più grave perché la scelta di andare in pensione a 60 anni, con l'attuale erosione dei salari, non è affatto un privilegio, ma una mera opportunità, di cui si avvalgono le donne (non tutte) per sopperire alle carenze croniche del nostro welfare state.

Il lavoro di cura femminile si stima che valga ben 308 mld.

Scandalose poi sono apparse le affermazioni trionfalistiche di autorevoli esponenti del Partito Democratico che - anziché  spendersi per una riforma che riconosca il lavoro femminile (a casa e fuori) come usurante -  (stra)parlano di rimozione di una discriminazione, come se la possibilità  per le donne di andare in pensione a 60 anni danneggiasse il maschio italico.

Roba da non crederci.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top