Giornale on-line fondato nel 2004

Funzionarismo di Teodoro Klitsche de la Grange, editore Liberlibri, Macerata, 2013, pp. 151, euro 15

Recensione di Roberto Tomei

Giurista e politologo, direttore del trimestrale Behemoth, l’autore ha scritto questo libro nella convinzione che il termine “funzionarismo” esistesse nei dizionari, scoprendo poi che era assente persino nelle più famose enciclopedie.

Egli ci mostra così che vi fu un tempo nel quale, con diversi significati, tale termine era presente in diverse discipline e nelle opere di studiosi di prestigio e politici di rango, come Salandra, Fortunato, Gramsci e Sturzo .

Poi, improvvisamente, la parola viene ”bandita”:perché, tradizionalmente, il potere tende a occultarsi o perché, cadute, dopo il “secolo breve”, le ideologie che pretendevano di cambiare il mondo una volta per tutte (nazismo e comunismo), si rischiava  di conservare soltanto quel che esse celavano, ossia la realtà del potere burocratico, certamente più prosaica delle rappresentazioni esaltanti dell’”uomo nuovo” o della “razza eletta”.

Sconfitte queste ideologie, l’autore avverte che la marcia trionfale della burocrazia è comunque continuata, visto che “non solo dottrine e ideologie ma anche guerre e crisi economiche le hanno giovato”.

Connotato principale del funzionarismo è quello di essere una deviazione della burocrazia. Questa che si spinge fino a  pensare, come sottolineava Max Weber, di poter sostituire la politica, laddove la differenza tra capo e funzionario, fondata sulla diversa responsabilità dell’uno e dell’altro, non potrebbe essere più evidente: il funzionario non può volere per il popolo,che è la principale funzione del politico, ma deve limitarsi ad applicare i precetti deliberati dai politici, onde il suo potere è, per sua natura, limitato.

L’autore è convinto, stante la burocratizzazione inarrestabile delle nostre società, che l’alternativa non possa essere tra potere burocratico “sì o no”, ma che occorra seriamente pensare quali siano limiti e controlli per contenerlo e “tenerlo al guinzaglio”.

Ci lascia, infine, con l’inquietante interrogativo se in una società che ha “perso l’anima” la burocrazia  non sia una componente essenziale del processo di decadenza.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

A Pescara, conferenza con lo scienziato Paolo Pileri, strenuo difensore delle qualità ecologiche del suolo

Sabato prossimo, 19 settembre, a Pescara, ci sarà una conferenza con Paolo Pileri, scrittore e...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top