Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 30 Ago 2026

Magic in the Moonlight, di Woody Allen, con Emma Stone, Colin Firth, Marcia Gay Harden, Jacki Weaver, Hamish Linklater; durata 97’, nelle sale dal 4 dicembre 2014, distribuito da Warner Bros.

Non c’è niente da fare: il Cinema di Woody Allen, ormai appuntamento fisso, a cadenza annuale, per le sale cinematografiche e per i festival più importanti, sembra essersi cristallizzato in un’atmosfera atemporale fatta di orchestrine jazz, colori pastello, ottimi attori e sceneggiature sagaci.

Interessato più a continuare a coltivare il proprio spirito nostalgico-ironico e a protrarlo all’infinito, pellicola dopo pellicola, l’autore di grandi capolavori come Io e Annie e Crimini e misfatti, alla veneranda età di 79 anni (festeggiati qualche giorno fa) si culla ormai nelle comodità di una carriera solida e inattaccabile, come quei vecchi grandi cantautori che non si stancano mai di scrivere e cantare la stessa scontata canzone.

Perso nel suo eccitante ed eccitato viaggio intorno al mondo (dopo Londra, Barcelona, Parigi, San Francisco e Roma, eccoci nella Provenza di fine Anni ’20), con il desiderio di mettere in scena, senza troppa fatica, script e idee accantonate in una vita passata, Allen racconta nel suo ultimo Magic in the Moonlight le schermaglie amorose tra una giovane presunta medium (la splendida Emma Stone, nuova musa del Maestro) e un arcigno e razionale illusionista smaschera-imbroglioni (un Colin Firth che sembra nato per recitare le battute scritte da Allen) nella Costa Azzurra degli inizi dello scorso secolo.

L’ambientazione retrò cara al regista (già omaggiata nel più convincente Midnight in Paris) e lo spirito vintage che, immaginiamo, entusiasmerà il delirio nostalgico-intellettuale di molti spettatori, fa di Magic in the Moonlight un’opera piacevole e divertita, interpretata e scritta con il solito ottimo mestiere. Purtroppo sotto la confezione di grande fattura (non troverete mai, anche a sforzarvi, un film di Woody Allen diretto o scritto in modo maldestro o volgare) si nasconde la conferma di un declino già avvertito nelle ultime pellicole del regista.

Il ritmo ossessivo della sua produzione e il continuo bisogno di realizzare sempre storie originali (sia chiaro, un inequivocabile elemento di superiorità etico/artistica nella miopia di un’industria alla ricerca dell’ennesimo remake, sequel o adattamento da commerciare) hanno generato un circolo vizioso che, sinceramente, priva i lavori di Woody Allen del fascino di un tempo.

Allo spettatore, anche quello più affezionato, resta, infatti, ben poco delle avventure sentimentali dei simpatici Colin Firth ed Emma Stone e dei tanti bravissimi attori che li circondano. Diviso tra l’inoffensiva allegria delle sue commedie più leggere e il cinismo disperato dei film dai risvolti più drammatici, ormai la cinematografia (e la penna) di Woody Allen è arrivata a un immobilismo intellettuale comprensibile ma non accettabile.

Certo se paragonato al Cinema superficiale, arrogante e fastidioso di molti “talenti” celebrati oggi, stiamo parlando di opere di ben altro livello, ma chi avrebbe mai detto, un tempo, che di fronte a una pellicola di Allen avremmo usato il verbo “accontentarsi”?

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Festival delle Corrispondenze”, dal 28 agosto al 6 settembre a Monte del Lago

Dal 28 agosto al 6 settembre, torna il Festival delle Corrispondenze, con la sua XV edizione:...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
Back To Top