Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 31 Ago 2026

alt“Foxcatcher”, di Bennett Miller, Steve Carell, Mark Ruffalo, Channing Tatum, Anthony Michael Hall, Sienna Miller, Vanessa Redgrave, Guy Boyd, durata 134’, nelle sale dal 13 marzo 2015, distribuito da BIM.

Un’altra storia vera, un altro racconto di sport. Il regista newyorkese Bennett Miller, dopo il plumbeo esordio di Truman Capote – A Sangue Freddo (con la camaleontica interpretazione da Oscar del compianto Philip Seymur Hoffman) e lo splendido e commovente Moneyball - L’arte di vincere, per la sua terza pellicola costruisce una nuova riflessione sulla deriva del sogno americano attraverso un noto fatto di cronaca che fece molto scalpore in America alla fine degli anni ottanta.

Foxcatcher è, infatti, il racconto fedele del rapporto ambiguo tra il campione olimpionico di lotta Mark Schultz e John Du Pont, ricchissimo industriale e mecenate, relazione che sfociò nell’omicidio di Dave, fratello di Mark e altro noto lottatore, per mano del miliardario.

Progetto seguito per anni da Hollywood, il film sotto la guida di Miller diventa un’opera particolare, lontana da molti dei canoni cui il cinema statunitense è abituato.

Muovendosi tra la disamina psicologica degli emarginati di Capote e la poesia anti-epica dei romantici sconfitti di Moneyball, Foxcatcher calibra emozioni e idee in una fotografia nera sui rapporti umani, dimostrandosi una pellicola difficile, dalla forza sotterranea incandescente.

Ogni sentimento nel film di Miller cova sotto strati di cenere e di muscoli, nascosto in abbracci che sembrano prese, in sguardi pieni di gelo, in gesti affrettati e sospesi. Nel triangolo di odio-amore che lega i due fratelli Schultz (diversi ma così uniti da un’infanzia difficile vissuta insieme, da un amore fraterno che va oltre qualsiasi cosa) e che trova nel manipolatore e inquietante Du Pont il vertice naturale e malsano, si evolve una storia fatta d’incomprensioni umane, d’incomunicabilità, di bisogno di contatto.

L’attrazione morbosa che lega Mark e John, il desiderio di trovare nell’altro una legittimazione umana, una sorta di riconoscibilità esistenziale, è la metafora di una società vuota, costruita solo sul successo e sulla sua ricerca, dove la malattia o la difficoltà non può essere che bollata come tragedia, fallimento. Nell’America dei premi, dell’affermazione sugli altri, dei sogni di gloria, dove non c’è spazio per chi ha un passo più lento o incerto, nascono mostri come Du Pont e vittime come Dave.

Miller, dunque, narra una favola fatta di disperazione e assenza di speranza, dove i suoi personaggi vagano spinti da istinti animali, fino all’autodistruzione.

Molti dei pregi del film, infatti, si trovano nelle interpretazioni dei suoi tre attori. Se la performance totale di Steve Carell (famoso attore comico qui prestato con successo al dramma), nascosta dietro l’invadente maschera di Du Pont, è stata per molte ovvie ragioni la più celebrata dalla critica, non possiamo dimenticarci anche l’ottimo lavoro fatto da Channing Tatum e dal sempre convincente Mark Ruffalo.

I due interpreti, nei panni dei fratelli Schultz, non solo regalano un’alchimia unica, un affiatamento tale da far tradire all’algida visione di Miller la vista delle sue crepe emotive più nette, ma dimostrano di essere due attori di livello, ben superiori agli status da divo action (Tatum) e simpatico caratterista (Ruffalo) cui l’Hollywood mainstream li ha relegati.

alt*critico cinematografico

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Festival delle Corrispondenze”, dal 28 agosto al 6 settembre a Monte del Lago

Dal 28 agosto al 6 settembre, torna il Festival delle Corrispondenze, con la sua XV edizione:...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
empty alt

I dazi di Trump? Altro che Liberation Day. Tutti i numeri di un flop

L’ufficio statistico Usa ha pubblicato di recente i dati sulla bilancia commerciale statunitense...
Back To Top