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Domenica, 08 Feb 2026

Miss Peregrine - La Casa dei Ragazzi Speciali di Tim Burton, con Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson, Ella Purnell, Chris O'Dowd, Allison Janney, Terence Stamp, Judi Dench, durata 127’, nelle sale dal 15 dicembre 2016, distribuito da 20th Century Fox.

Recensione di Luca Marchetti

Nella critica cinematografica, spesso per pigrizia e superficialità, si tende ad abusare di determinati termini e aggettivi. Probabilmente, una delle parole più sfortunate è “visionario”, etichetta sfruttata e svalutata, attaccata ad ogni autore o regista con un minimo di visione estetica.

Negli anni, il cineasta che più di altri si è visto consegnare il fardello di questo ruolo è, senza dubbio, Tim Burton. Sin dai suoi bislacchi esordi, il regista americano si è contraddistinto per un’immaginazione fervida, capace di mischiare elementi puramente favolistici ad altri più dark e terrificanti, in un mix esaltante di poesia e di terrore, che conquistò intere generazioni di critici e di spettatori.

Opere come Edward Mani di forbici, Ed Wood e Big Fish sono entrate nell’immaginario collettivo, circondando il nome Burton di un’aura quasi sacrale. Purtroppo, con gli anni, il “coraggio” e la voglia di sperimentare del regista sono andati ad affievolirsi, spingendolo a scegliere progetti su commissione o lavori costruiti a tavolino (il remake di La fabbrica di cioccolato e di Alice in Wonderland sono chiari esempi, nefasti, dei compromessi al ribasso accettati da Burton negli ultimi anni). A peggiorare le cose è intervenuto anche il deteriorarsi, dal punto di vista artistico, del suo rapporto con la musa Johnny Depp. Quello che negli anni era diventato uno dei sodalizi artistici più robusti ed efficaci di Hollywood, con il tempo si è depresso in ruoli ripetitivi e interpretazioni tirate via, danneggiando la carriera sia di Burton che di Depp.

Che il regista del primo Batman desiderasse tornare alle sue origini, o per lo meno volesse smarcarsi dalla statica gabbia artistica in cui si era rifugiato, era già chiaro con il progetto Frankenweenie, il remake di un suo corto giovanile. Il sottovalutato Big Eyes, poi, ne è stato una piacevole conferma. Con Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali, Tim Burton prova definitivamente ad aprire una nuova fase della propria carriera.

Tratto dalla famosa saga di romanzi fantasy per adolescenti di Ransom Riggs, il film è libero dall’ingombrante presenza di star (eccetto la splendida Eva Green, perfetta nel suo affascinante ruolo magico, e il solito villain sopra le righe di Samuel L. Jackson) e, nel rivolgersi a un pubblico giovanile, recupera lo spirito genuino e divertito delle prime opere di Burton. La storia, infatti, racconta le avventure dell’introverso Jack, ragazzo del ventunesimo secolo, catapultato per un assurdo gioco temporale, durante la seconda guerra mondiale, pronto ad aiutare Miss Peregrine e i suoi amati bambini speciali (ragazzi orfani dai poteri straordinari, X-men ante litteram, per intenderci) nella loro battaglia contro i mostruosi Vacui.

Nel caratterizzare i giovanissimi freaks e, soprattutto, nel raccontare la delicata love story tra il loser Jack (Asa Butterfield, già visto nell’Hugo Cabret di Scorsese) e la leggerissima Emma, Burton cerca di piegare le sue idee visive alla storia, non risparmiandosi nei momenti perfetti per “esagerare”. Da questo punto di vista, il gusto gotico e il suo amore per il raccapricciante, non solo funziona alla perfezione nella rappresentazione dei mostri (ispirati vagamente al fenomeno horror virale degli "Slender man"), ma trova la sua esaltazione nella divertente battaglia finale. Burton, cosi, riesce a realizzare un’opera dalle piccole aspirazioni ma dagli esiti più che felici, ideale per il giovane pubblico di riferimento.

Certo, le vette passate sono lontane, e forse irrecuperabili, ma questa piccola avventura fantasy natalizia può far ben sperare per il futuro.

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critico cinematografico

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