Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 15 Mar 2026

Il dimenticatoio. Dizionario delle parole perdute, a cura della redazione della Franco Casati Editore, Firenze, 2016, pp.216, euro 16.

 

Recensione di Roberto Tomei

La lingua, come insegnano i linguisti, è da sempre lo specchio della società e l’italiano non fa eccezione, in quanto porta in sé, stratificati, secoli e secoli di storia, ma riflette, giorno per giorno, l’evoluzione della nostra mentalità, dei nostri costumi e delle nostre abitudini.

Negli ultimi vent’anni, si è però verificata una novità importante, ossia la diffusione, grazie a Internet, dell’italiano scritto: il suo uso di massa si è così ora affiancato all’uso parlato, a sua volta affermatosi non da molto tempo, soprattutto grazie alla televisione, a scapito dei dialetti.

In tutte queste trasformazioni, c’è comunque - per chi lo desidera - un “italiano da ritrovare”, quello finito nel dimenticatoio e costituito dall’insieme delle tante parole perdute di cui parla il libro che qui si segnala all’attenzione dei lettori.

Perdute “sono le parole che non usiamo più o abbiamo dimenticato”. Si consideri che nella stragrande maggioranza dei discorsi usiamo solo l’italiano di base, all’incirca 6500 parole corrispondenti a un’esigua porzione del nostro patrimonio lessicale, laddove la lingua italiana è ricca di termini che definiscono in maniera precisa azioni, stati d’animo, qualità, oggetti, sentimenti, caratteristiche fisiche e caratteriali, insomma tutto ciò che siamo in grado di vedere, sentire e molto altro.

Partendo da questo presupposto, le redattrici dell’editore Franco Casati hanno portato avanti per mesi il progetto del “dimenticatoio”, diventato così un libro collettivo, in cui sono finite quasi 2000 parole “tra quelle di basso uso letterario, con qualche incursione nelle obsolete”, tutte trovate nei libri da correggere o in quelli usati come fonti per riscontrare citazioni ma anche in quelli letti solo per passione.

Chi scrive condivide l’idea-base del libro che parte di queste parole vadano sottratte all’oblìo e, appunto, “ritrovate”, in quanto consentono di comunicare in modo non solo più preciso ma anche più ricercato e accattivante. Un libro da consultare, dunque, per arricchire il proprio vocabolario e salvare le parole della nostra lingua, ricordandole per tramandarle. Da segnalare che molto opportunamente, in fondo al libro, si è deciso di lasciare un po’ di spazio per le parole dimenticate che ciascun lettore, dopo averle trovate, vuole annotare.

Nel mio “dimenticatoio” ne ho già scritte due: refe e magarìa, che ho scovato in un libro di Leonardo Sciascia, La strega e il capitano (trovato qualche giorno fa su una bancarella), di cui ignoravo l’esistenza e che sto leggendo solo ora. Mi sembra un ottimo esercizio per perfezionare la nostra bellissima lingua, in modo da non far provare poi ai lettori quel fastidio intollerabile provocato, come diceva Italo Calvino, dal linguaggio “usato in modo molto approssimativo, casuale e sbadato”.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
empty alt

“Gli occhi degli altri”, film di notevole intensità emotiva e passionale

Gli occhi degli altri, regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena),...
empty alt

La guerra all’Iran non sarà una passeggiata

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un...
Back To Top