26. 04. 2018 Ultimo Aggiornamento 22. 04. 2018

La Direttrice dell’Ingv è anche Sismologa?

Categoria: L'angolo di Boschi

Lunedì scorso, subito dopo pranzo, ho ricevuto telefonate da un giornalista e da alcuni amici napoletani per conoscere le mie opinioni su una trentina di scosse che si stavano verificando ai Campi Flegrei. Ho detto di rivolgersi all’Osservatorio Vesuviano, cioè alla sezione dell’INGV a Napoli. Da Bologna era un po’ difficile per me sapere che cosa stava succedendo. Hanno replicato che non riuscivano a contattare l’Osservatorio che, per quanto ne sapevano loro, aveva emesso solo uno scarno comunicato. Effettivamente, non molto informativo.

Sul Foglietto recentemente mi sono  occupato dei Campi Flegrei, dopo la terribile tragedia del 12 settembre 2017, quando un bambino fu inghiottito in una voragine formatasi alla Solfatara insieme ai suoi genitori, che tentavano di salvarlo. Una tragedia, su cui la Magistratura sta indagando, che si inserisce nella ripresa dell’attività del vulcano, cominciata nel 2013 quando il Dipartimento della Protezione Civile passò la zona al livello giallo di allerta. Il livello giallo significa attenzione scientifica molto accurata: monitoraggio costante al meglio delle possibilità tecnologiche e frequenti controlli da parte di esperti con competenze varie, come ho avuto modo di ribadire nel corso di un'intervista che ho rilasciato due giorni fa al Corriere del Mezzogiorno.

Ai miei amici napoletani ho spiegato che una trentina di scosse può significare niente e può significare tutto. Per tentarne un’interpretazione razionale e possibilmente utile, lo sciame va inserito in tutte le manifestazioni del vulcano degli ultimi cinque anni, cioè proprio da quando è stata dichiarata l’allerta gialla.

Ho cercato sul sito dell’INGV rapporti sullo stato dei Campi Flegrei e sulla loro evoluzione recente. Ho trovato molte informazioni parziali e alcuni lavori interessanti, che peraltro già conoscevo, ma nessuna analisi di insieme cioè nessuna relazione complessiva di quelle che credo servano alla Protezione Civile per le proprie determinazioni. Forse sono documenti riservati o, forse, molto più semplicemente, sono io che non sono capace a trovarli.

Comunque, mi sono impegnato anche sul web, dove è possibile “scoprire” anche cose imprevedibili.

Ho trovato, ad esempio, che, il 18 marzo del 2017, Maria Siclari, Direttrice Generale dell’INGV, durante una riunione del Rotary Club di Reggio Calabria sul rischio sismico, ha fatto un intervento scientifico, che inizia con “Oggi non si è in grado di stabilire di prevedere un terremoto ...”, e si riferisce, poi, a un progetto denominato Working Earth, la Terra che lavora, che porterà a risultati straordinari.

Con tutto il rispetto dovuto, in linea di principio le affermazioni della Direttrice - a mio avviso - non sono da considerare rilevanti, avendo ella alle spalle soltanto una carriera da dirigente amministrativa, come emerge dal suo curriculum, presente sul sito dell’ente.

Tuttavia, è anche vero che non si può non tener conto delle opinioni di una persona che è riuscita ad arrivare al vertice di un ente come l’INGV, dedito alla ricerca scientifica avanzata e alla difesa dai terremoti e dalle eruzioni vulcaniche. Con l’attuale statuto, la Direttrice ha, di fatto, tutti i poteri operativi.

Non è quindi un caso che il suo emolumento complessivo si aggiri intorno ai 170.000 €. Quando si parla di soldi, ragiono come un protestante: se uno, senza rubare, guadagna molto bene vuol dire che è nelle grazie di Dio, quindi è da ammirare. Il fatto che nessun geofisico al mondo guadagni tanto, rafforza ulteriormente la stima. Il salario aumenta il valore della persona: a lei vadano le nostre congratulazioni e i nostri auguri più sinceri.

Mi si perdoni se non sono preciso sugli emolumenti della Direttrice. Purtroppo, sul sito “Amministrazione Trasparente” dell’INGV, forse sempre per colpa mia, non sono riuscito a reperirne traccia.

Come ho già detto, la Direttrice, nel suo pregevole intervento al Rotary, accenna a un grande progetto, Working Earth, in corso di sviluppo all’INGV.

Sono andato a cercarlo sul sito INGV, immaginando di trovare un testo ponderoso ma, sicuramente per mia incapacità, ho trovato solo un breve comunicato, grondante tanti buoni propositi ma – a mio avviso - scientificamente privo di pregio: “Rilanciare lo studio delle Terra, capire come è fatta e come funziona, per avere un migliore rapporto tra la Terra stessa e l’Uomo. È questa la strada da percorrere per 'volare' alto. L'INGV è la più importante istituzione di geoscienze non solo in Italia ma anche internazionale ... dargli la credibilità e l’autorevolezza che merita ... Il progetto prevede quattro fasi ... dalla produzione di un nuovo modello di Terra, grazie all’approfondimento di tecniche analitiche della composizione chimico-fisica dei livelli che costituiscono il pianeta ... alle conoscenze dei meccanismi di movimento all’interno dei vari livelli della Terra ... miglioramento del rapporto dell’uomo con i rischi naturali ... per il reperimento di risorse energetiche rinnovabili. Questo progetto sarà utile per sviluppare una conoscenza di base e applicata, per migliorare il rapporto Terra-Uomo, rispondendo a un’esigenza ...”.

Per dare almeno una patina di scientificità a queste parole che si appalesano velleitarie, per poter aspirare a “volare alto”, bisognerebbe spiegare, tanto per fare un esempio, come e su quali basi verrà prodotto un “nuovo modello di Terra”, visto che già disponiamo di uno decisamente soddisfacente, frutto del lavoro svolto per decenni da centinaia di geofisici e matematici. La recente umiliante bocciatura, da parte dell’ANVUR, dell’INGV come sede del dottorato in Geofisica suggerirebbe piuttosto di “volare basso” ... se si vuol tentare ritrovare un minimo di “credibilità e autorevolezza”.

La locuzione “meccanismi di movimento”, poi, non l’avevo mai sentita prima d’ora!

Ritornando a Pozzuoli, ai Campi Flegrei, non è dato sapere con chiarezza che cosa sta succedendo. Forse non lo sa nessuno. È quindi difficile stabilire quali iniziative debbano essere prese per mitigare il rischio e impedire ulteriori disgrazie.

Sarebbe bene, in ogni caso, che le informazioni circolassero più liberamente e più tempestivamente se non altro per impedire, per un verso, allarmismi eccessivi e, per un altro, ingiustificate tranquillizzazioni.

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Geofisico dell’Accademia dei Lincei e Cavaliere di Gran Croce


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