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Mercoledì, 18 Feb 2026

di Flavia Scotti

L’inopinata dipartita di Enrico Giovannini verso il dicastero del Welfare sembra aver creato confusione all’Istat.

Chi si aspettava che Letta "il giovane" desse immediata prova di decisionismo, nominando subito un commissario per l’ente di via Balbo, è rimasto deluso, sicché da più di quindici giorni l’Istituto  statistico è senza organo di vertice.

Eppure, a testimoniare il disorientamento che regna ai piani alti del tempio delle statistiche italiche, si registra una riunione del cda dell’ente, già orfano di Giovannini, avvenuta il 30 aprile scorso, nel corso della quale è stato approvato addirittura il conto consuntivo 2012.

Leggesi, infatti, nel resoconto della riunione che, a presiedere la seduta è stato Luigi Paganetto, nella qualità di “consigliere senior”.

Si tratta di una figura, quella di “consigliere senior”, finora ignota in via Balbo, non prevista da alcuna norma, neppure regolamentare. Al contrario, sia il Dpr 166 del 2010 che il precedente D. lgs. 322 del 1989 prevedono che il cda dell’Istat venga presieduto dal presidente dell’ente, il quale, ai sensi dell’art. 16, comma 3, del medesimo D.lgs. 322, “in caso di assenza o di impedimento, può delegare la legale rappresentanza e le altre funzioni inerenti al suo ufficio ad un membro del consiglio”.

Ma nel caso specifico, Giovannini il 30 aprile scorso non era assente, non era impedito ma era tamquam non esset ovvero non era più presidente, per cui, anche se lo avesse voluto, non avrebbe potuto delegare nessuno dei consiglieri a presiedere la riunione de qua.

Pertanto, secondo alcuni esperti della materia, la seduta in questione si appaleserebbe illegittima. Intanto, in vista dell’evento legato al Rapporto annuale 2013 – La situazione del Paese, che si terrà il 22 maggio prossimo nella Sala della Regina di Montecitorio, sono in tanti a chiedersi a chi spetterà leggere ai presenti la relazione, compito da sempre prerogativa del presidente dell’Istat. Non ci sarebbe da stupirsi se anche questa incombenza toccasse al “consigliere senior”.

Intanto, per la nomina del successore di Giovannini vengono segnalate grandi manovre a Palazzo Chigi e dintorni. A rivendicare la prestigiosa poltrona sarebbero sia il Pd che il Pdl. Alla fine la scelta potrebbe cadere proprio su Paganetto visto che, mentre il Cavaliere nel 2005 lo aveva nominato commissario dell’Enea, due anni dopo era stato era stato Romano Prodi a conferirgli la carica di presidente dello stesso Enea. In pratica, si tratterebbe di rifare una nomina bipartisan.

La scelta sarebbe sicuramente gradita anche a Giovannini, dal momento che nel 2002, quando il neo ministro diventò ordinario di Statistica economica presso la Facoltà di Economia di Tor Vergata, questa era presieduta proprio da Paganetto.

Ma c’è chi vorrebbe un presidente dell’Istat più affine al Pd, dal momento che la direzione generale dell’ente dal marzo del 2012 è stata affidata a Maria Carone, politicamente assai vicina al centro-destra, visto che alcuni anni fa è stata candidata a sindaco del comune di Oria, nel brindisino, a capo di una lista sostenuta da An, Cdu e Forza Italia, risultando sconfitta al ballottaggio dal candidato del centro-sinistra.

Chissà se ieri, nella quiete del Convento di Spineto, Letta "il giovane" abbia provato a dipanare anche l’intricata matassa della presidenza dell’Istat e, soprattutto, ad annunciare la drastica riduzione della stratosferica indennità annua (300mila euro, ridotta a 270mila) che nel 2009 l'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva con tanta generosità assicurato a Enrico Giovannini.

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