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Lunedì, 22 Lug 2024

CNR sede 40X400L’ultima relazione sulla gestione finanziaria del Cnr, depositata lo scorso 23 luglio, e riguardante l’esercizio 2013, non sembra abbia particolarmente soddisfatto la Corte dei conti.

“L’esercizio 2013 – attestano i giudici contabili – si è chiuso, al pari del precedente esercizio, con un disavanzo di competenza pari a 112,2 milioni (117,2 nel 2012), “evidenziando la necessità – scrive la Corte – pur nella incertezza trasferimenti statali, di una più attenta programmazione delle attività e un ulteriore sforzo di razionalizzazione della spesa corrente”.

“Particolarmente critica – per i controllori – risulta la situazione del personale dirigenziale che, nell’attesa del completamento delle procedure concorsuali, ha reso necessario adottare, al termine del 2013, un provvedimento, ancora vigente, di provvisoria attribuzione di funzioni dirigenziali ad interim e di nomina di facenti funzioni”.

“Un andamento in crescita – chiosano i magistrati contabili - si registra invece nell’ambito del personale a tempo determinato, soprattutto nell’ambito della quota finanziata con fondi esterni, e nell’ambito del personale non dipendente dell’ente ove flette, in linea con le politiche di riduzione della spesa, l’apporto che viene dalle collaborazioni coordinate e continuative, compensato, tuttavia, dalla significativa crescita dei borsisti e degli assegnisti di ricerca”.

“La situazione del personale in servizio evidenzia 7.178 unità, in flessione rispetto al precedente esercizio, nel cui ambito – si legge nel documento – continuano a prevalere le risorse umane dedicate direttamente all’attività di ricerca (54,7 per cento di ricercatori e circa il 6,8 per cento di tecnologi) rispetto a quello del personale di supporto tecnico amministrativo (38,4 per cento), peraltro ancora sovradimensionato rispetto alla mission dell’ente”.

“Nell’ambito del processo di revisione della spesa – si rileva nella relazione – accanto alle avviate misure di riduzione per l’acquisto di beni e servizi, di rilevo appaiono le iniziative di razionalizzazione delle partecipazioni e gli interventi di natura edilizia in ordine ai quali la Corte, pur prendendo atto dei progetti avviati e volti alla migliore utilizzazione degli immobili in proprietà e alla tendenziale diminuzione delle spese per le locazioni, sottolinea la consistenza degli investimenti programmati e il progressivo ampliamento del patrimonio immobiliare dell’ente che richiede, comunque, un attenta analisi del complessivo andamento delle spese di mantenimento e di gestione”.

Una critica finale viene rivolta alla frammentazione delle sedi decentrate che “pur in flessione, resta ampia”, con 202 unità “nel cui ambito elevato si mantiene il numero delle strutture che occupano una quota limitata di dipendenti”.

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