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Mercoledì, 22 Lug 2026

Nell'epoca della trasparenza e, talora, addirittura della partecipazione alle decisioni, lo schema di regolamento per il riordino dell'Istat può senz'altro annoverarsi tra gli arcana imperii.A via Balbo nessuno ne conosceva il contenuto, tranne il presidente.

Come per tutti gli schemi di regolamento, anch'esso ha dovuto sottostare al vaglio del Consiglio di Stato in sede consultiva. Dal parere, reso il 28 dicembre scorso e di cui si è avuta notizia nei giorni scorsi, si è così appreso che il tanto atteso e, da alcuni, temuto regolamento non si riduce che a sei articoli. Al di là di norme transitorie, abrogative di precedenti disposizioni, e di norme di raccordo con la normativa comunitaria (artt. 2 e 6), lo schema in questione ridisciplina il cda dell'Istituto e il Comstat (Comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica), in particolare riducendo il numero complessivo dei componenti (artt. 3 e 4). Di particolare interesse per il top management dell'ente, il disposto dell'art. 5, che rivede il numero dei dirigenti di livello generale (da 17 a 20 ) e l'organizzazione interna. Ma è nell'art. 1 che troviamo la ratio ispiratrice dell'intero provvedimento, cioè quella di conseguire obiettivi di riduzione del complesso della spesa di funzionamento dell'Istat, di incremento dell'efficienza e della qualità dei servizi e della conoscenza della realtà economica e sociale del Paese, nonché di rafforzamento della funzione statistica. In un quadro di sostanziale conferma dell'esistente, spicca l'accentuazione in capo al presidente dei poteri di gestione, a scapito del cda, che rimane titolare delle funzioni di programmazione, indirizzo e controllo. È proprio sui nuovi ampi poteri del presidente che si appuntano i rilievi del Consiglio di Stato, che "invita ad una attenta riflessione per valutare se tali scelte di governance siano effettivamente foriere di elementi di razionalizzazione e di efficienza". Ma ulteriori e più sostanziosi dubbi il supremo organo consultivo solleva in ordine alla "necessità di una più puntuale ed esauriente ricostruzione degli effetti attesi dal riordino", stante che lo schema di regolamento e l'annessa relazione illustrativa non lasciano ben capire "quali riduzioni si profilano come ragionevolmente ottenibili in termini di riduzione del personale non dirigenziale e di contenimento delle spese relative alla logistica ed al funzionamento". L'esame conclusivo della riorganizzazione dell'Istat è stato così "sospeso", in attesa dei necessari chiarimenti. Chi vivrà, vedrà.

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