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Domenica, 19 Apr 2026

di Paolo Vita
Dopo i due tentativi andati a vuoto del Cnr per vendere l'Osservatorio solare di Anacapri, il presidente dell'Ingv, Enzo Boschi, ha scritto al suo omologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luciano Maiani, chiedendogli la gestione dell'immobile che sorge sull'isola di Capri.

Con una lettera spedita il 16 dicembre a Maiani, e per conoscenza al ministro della Ricerca Maria Stella Gelmini e all'Ambasciata di Svezia in Italia, Boschi ha detto che "per l'Ingv sarebbe estremamente utile avere una base in una zona che, dal punto di vista geofisico, è una delle più interessanti del Mediterraneo. Ti chiedo pertanto di cederci la gestione dell'Osservatorio Solare di Anacapri, nel quale in futuro potremmo svolgere attività di ricerca anche con il Cnr". Una proposta che potrebbe salvare capra e cavoli, visto che il Cnr aveva deciso di coprire parte del suo fabbisogno di bilancio vendendo l'immobile che gli fu ceduto a prezzo di favore dall'Accademia del premio Nobel. Ma poi, con due successive aste, andate entrambe deserte,  la vendita dell'Osservatorio si è rivelata più difficile del previsto, nonostante il prezzo richiesto sia passato da 15,4 a 13,9 milioni. Senza contare la reazione del governo svedese al quale era stata data, dall'allora presidente del Cnr Ernesto Quagliariello, la parola d'onore che l'Osservatorio sarebbe stato utilizzato solo per fare ricerca scientifica e che quando ha saputo dell'asta indetta da Maiani non ha certo fatto i salti di gioia, al pari del partenopeo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non sembrerebbe gradire la vendita a privati del prestigioso immobile. L'iniziativa di Boschi non porterebbe liquidità nelle casse del Cnr ma eliminerebbe dal bilancio dell'ente le spese di gestione e di manutenzione dell'immobile che nel 2009 sono state di circa 180 mila euro. D'altronde, lo stesso presidente Maiani ha dichiarato poche settimane fa al Corriere della Sera che per lui l'Osservatorio di Anacapri non riveste alcuna utilità scientifica e quindi può essere dismesso senza recare pregiudizio alle finalità istituzionali del Cnr. Per Boschi invece l'immobile servirebbe "allo studio di numerosi parametri fisici - prosegue nella sua lettera a Maiani - che descrivono il nostro Pianeta, estendendo così le attività della nostra sezione di Napoli: l'Osservatorio Vesuviano" che, com'è noto, vigila su un vulcano attivo situato in una delle aree più densamente popolate della Campania.

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