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Mercoledì, 26 Ago 2026

Nelle biografie di molte scienziate non c'è traccia di sessualità: una donna che aveva una relazione sentimentale veniva considerata dispersiva, poco concentrata sul lavoro e quindi le poche che riuscivano a entrare nei laboratori erano costrette a sacrificare la loro vita privata.

Christiane Nusslein-Volhardt, biologa molecolare nata nel 1942, Nobel per la medicina nel 1995, e Lise Meitner (1878-1968), scopritrice della fissione nucleare nel 1939, hanno avuto solo profonde amicizie con alcuni colleghi e mostrato fedeltà ai propri maestri.

Questa "neutralizzazione" è stata frequente nel passato di molte ricercatrici che hanno ricoperto ruoli prestigiosi, mentre altre sono state restie addirittura a concedere interviste alla stampa per evitare domande sulla loro vita privata.

Tra di loro, Rosanna Cester, la fisica che ha diretto l'esperimento "Charmonium" e che ha guidato circa quattrocento ricercatori al Fermilab di Chicago. Sposata con Tullio Regge, fisico, matematico e accademico, con cui aveva avuto tre figli, non ha mai rinunciato al suo cognome da nubile e ha sempre evitato domande sul suo privato.

Erano consapevoli che, se avessero lasciato intuire che la loro appartenenza di genere prevaleva sull'appartenenza alla professione, ci avrebbero rimesso in credibilità come scienziate. Proprio come successe a Evelyn Fox-Keller (1936), importante bio-matematica, che ha perso in credibilità scientifica negli anni Ottanta, dopo che ha usato il proprio spirito critico - tanto elogiato fino a quel momento - per analizzare la situazione delle donne nella scienza e criticarla da un punto di vista femminista.

Un passato difficile, da non dimenticare.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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