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Sabato, 21 Feb 2026

di Paolo Vita

Una relazione della Corte dei conti si abbatte sulla missione scientifica italiana in Antartide.

Il consorzio Programma Nazionale Ricerche in Antartide (Pnra) guidato dall'Enea (con il 28%) e di cui fanno parte l'Ingv (24%), il Cnr (24%) e l'Ogs (24%) per lo studio del Polo Sud è finito sotto la lente della magistratura contabile per l'insostenibile clima che si è venuto a creare tra i 4 soci, il quale ha determinato; l'ingovernabilità del Pnra, la mancata valutazione dell'attività scientifica a partire dal 1999, l'omessa rendicontazione di 10,5 mln di euro di finanziamenti e un contenzioso da 3,6 milioni tra l'Enea e gli altri consorziati.

Oltre a una lievitazione dei costi che si attesta oramai al 12% dei finanziamenti benché tale voce secondo le norme che disciplinano le attività del Programma Nazionale Ricerche in Antartide non possa superare il 5 per cento.

Su quest'ultimo punto la relazione della Corte dei conti sottolinea come i tagli alla ricerca scientifica nel triennio 2006 - 2008 abbiano comportato per la missione al Polo Sud una riduzione dei trasferimenti pari al 33% a fronte di una struttura dei costi sostanzialmente stabile e che quindi se nel 2003 il limite del 5% era rispettato grazie ai finanziamenti per 28,4 mln, nel 2008 quando il finanziamento pubblico è sceso a 10 mln l'incidenza delle spese è lievitata fino al 12% benché in termini assoluti le uscite per questa voce siano passate dai 4,3 mln del 2003 a 3 mln del 2008.

Per quanto riguarda la rendicontazione dei progetti, i magistrati contabili notano come a fronte di trasferimenti fatti da Miur nel periodo 2003 - 2007 pari a 225 mln manchino ancora da rendicontare 1,9 mln. Mentre per quanto riguarda il 2008, la Corte dei Conti sottolinea che nel primo semestre 2009 restavano ancora da  documentare spese per 10,56 mln.

La mancanza di una struttura organizzativa del Consorzio ha determinato un contenzioso tra i soci ed ha portato l'Enea a trattenere 3,67 mln di fondi destinati a compensare le spese già effettuate dall’ente in favore del Pnra per la parte eccedente la sua quota di competenza (pari al 28 per cento).

Sul fronte della valutazione costi - benefici la Corte giudica "impossibile esprimersi" poiché "non solo non è intervenuta alcuna valutazione dell'attività afferente al Pnra, ma è posto perfino in dubbio che l'organismo a ciò deputato possa provvedere in tal senso".

Ciò detto i magistrati contabili dicono che " le problematiche gestionali del Consorzio sono così gravi che richiedono un intervento esterno" da parte del legislatore e dei ministeri competenti.

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