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- di Franco Mostacci
Sono state rese note da Eurostat le previsioni finali per l'anno 2016, trasmesse il 30 settembre scorso dagli istituti nazionali di statistica, nell'ambito della procedura sui deficit eccessivi.
Sono state rese note da Eurostat le previsioni finali per l'anno 2016, trasmesse il 30 settembre scorso dagli istituti nazionali di statistica, nell'ambito della procedura sui deficit eccessivi.
Rispetto ai parlamentari degli altri paesi europei, pare che i nostri siano quelli che guadagnano di più, ragione non ultima della distanza che si è venuta a creare tra i cittadini e le istituzioni. Tagliare gli stipendi di deputati e senatori è diventato così terreno di scontro della lotta politica, ma senza mai giungere a esiti significativi. Tante parole, insomma, e pochi fatti.
Tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno giurato e spergiurato di voler mettere la ricerca in cima alle priorità della loro azione, mentre sistematicamente i fondi ad essa destinati andavano progressivamente diminuendo, laddove negli altri paesi europei (con gli Stati Uniti meglio non fare paragoni) invece crescevano, talora notevolmente.
A colpi di comitati, dibattiti, incontri, convegni, manifesti e quant’altro, la campagna referendaria infuria ormai in tutta la penisola. La materia su cui i cittadini dovranno pronunciarsi è complessa e delicata e avrebbe richiesto una pacata riflessione del Parlamento, quale giusta premessa per una riforma condivisa. Purtroppo le cose sono andate diversamente. Certo la Costituzione non è intoccabile, ma cambiare 47 articoli in un colpo solo, e soprattutto a maggioranza, peraltro senza mai dirlo espressamente, non è affatto un bel segnale di democrazia, tanto più che la consultazione si svolge in un paese in cui quasi il 50% dei cittadini non va a votare e per il referendum costituzionale nemmeno è previsto il quorum.
Il governo ha pomposamente preannunciato il varo dello student act che, tra le altre cose, dovrebbe prevedere la presa in carico ogni anno di 500 studenti plusdotati o, per usare il linguaggio governativo, gifted, iscritti al quarto o quinto anno delle scuole medie superiori.
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