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- di Giovanni Damiani
La lettura dell’articolo di Enzo Boschi sul deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, apparso sull’ultimo numero del Foglietto, mi ha spinto a scrivere questo breve intervento.
Motus in fine velocior, dicevano i Romani. E in effetti, in tema di Abilitazione scientifica nazionale (Asn), sembra di assistere a una striscia crescente e inarrestabile di sentenze sfavorevoli al Miur, per di più pronunciate dal Consiglio di Stato, vale a dire dall’ultimo grado della giustizia amministrativa, che in materia ha, come si dice, l’ultima parola.
“La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli“, così scriveva Karl Marx, nel 1843, nel suo Critica del diritto pubblico di Hegel. Una frase che oggi - a distanza di 143 anni e dopo la rivoluzione e lo sguardo lucido di Papa Francesco - resta attualissima se solo sostituissimo la parola 'religione' con il lemma 'calcio'.
Il 31 gennaio scorso, tutti abbiamo letto la notizia della sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Lucca per il disastro ferroviario di Viareggio, che provocò la tragica morte di 32 persone, il ferimento con danni permanenti per altre 25 e praticamente la distruzione e la devastazione del quartiere circostante la stazione ferroviaria.
La Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – con sentenza n. 2142 del 27 gennaio 2017, ha rigettato il ricorso proposto da un Comune, già condannato dalla Corte di Appello a risarcire un proprio dipendente, nei confronti del quale erano stati posti in essere comportamenti manifestamente mobbizzanti, in quanto lesivi della dignità dello stesso dipendente.
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