29. 09. 2020 Ultimo Aggiornamento 29. 09. 2020

Non arretro, neanche per prendere la rincorsa

Per "interposta persona" mi è stato fatto sapere che il vertice della SOGIN non ha gradito quanto ho scritto nell'ultimo numero del Foglietto, a proposito del Deposito delle scorie nucleari.

E che ho perso la stima che da sempre riponeva in me come scienziato.

Il mio articolo era un po' provocatorio e prevedevo una decisa smentita, che chiarisse che in una materia così delicata tutto è fatto al meglio delle odierne possibilità tecnologiche.

Invece solo un aspetto del tutto secondario sembra aver irritato il vertice della SOGIN, aspetto che non val la pena qui nemmeno di considerare, visto che sono interessato solo alla sicurezza nostra e delle future generazioni, come recita la comunicazione SOGIN nel suo bel sito.

È, poi, evidentemente del tutto irrilevante la stima di cui io possa o non possa godere. Sono stato fortunato: ho fatto una carriera talmente rapida e completa da non aver alcun tipo di rimpianto e da non dover piatire la stima di nessuno.

Mi aspettavo un'abbagliante chiarezza sui 15.000 metri cubi di materiali estremamente pericolosi, residui del combustibile delle nostre centrali  dismesse.

Insinuavo addirittura che si preferisse non parlarne sopratutto semplicemente perché non si sa cosa dire.

Ma su questo nessuna reazione.

Continua, quindi, ad essere difficile avere informazioni sicure su questi argomenti.

Cercherò qui di mettere in fila le cose che conosco in modo che sia più facile, se qualcuno vorrà farlo, correggere le mie interpretazioni e smentirmi drasticamente.

Verrà costruito in qualche luogo un deposito di superficie per le scorie nucleari a bassa e media pericolosità, attualmente sparse se non addirittura dimenticate per tutto il Paese.

Il Deposito  dovrebbe essere pronto entro il 2025.

Sarà  all'interno di un Parco Tecnologico, che immagino pieno di alberi e con grandi parcheggi ma di non facile accesso. Come nei film americani ....

Per i materiali ad altissima pericolosità, cioè i famosi 15.000 metri cubi, si pensa se ho ben capito, ad un deposito geologico in profondità da qualche parte, non necessariamente in Italia.

Ci si pensa ma non c'è niente di definito al riguardo.

So, da quanto afferma la  SOGIN stessa, che questi rifiuti particolarmente pericolosi verranno "appoggiati" provvisoriamente nel bel Deposito dentro il Parco Tecnologico.

Non si dice però quanto durerà questa fase provvisoria, anzi tutte le informazioni e le passate esperienze  portano a pensare che ci troviamo di fronte a una soluzione temporanea di durata pressoché illimitata.

Dal Sole24Ore scopro che a partire dal 2018 cominceranno a tornare in Italia questi materiali  ad altissima pericolosità, che erano stati inviati in Paesi lontani per farli diventare un po' meno pericolosi.

Ma nel 2018, il Deposito non sarà ancora pronto: e allora dove verranno sistemati provvisoriamente per sette anni, prima di essere sistemati, sempre provvisoriamente, nel Deposito dentro il bel Parco Tecnologico?

Sono queste domande indiscrete o domande per le quali non esistono risposte ragionevoli?

Veramente si pensa che un Paese europeo si offrirà di costruire il Deposito delle scorie pericolose per tutto il Continente?

E anche se fosse, quanti decenni, a partire da oggi,  si ritiene che saranno necessari prima che si identifichi il luogo, lo si attrezzi e diventi accessibile?

Sospetto fortemente che, grazie alla dilatazione dei tempi, in realtà nessuno si preoccupi veramente di questioni così impopolari. Fra dieci, vent'anni chissà chi avrà il compito e l'onere di sciogliere questi nodi!

Adesso contentiamoci di individuare un posto dove costruire un bel Parco Tecnologico ... per il resto vedremo: qualche Santo ci aiuterà!
Filosofia ... condivisibile .... che magari funziona ....

Però sarebbe doveroso spiegare ai Comuni che, si pensa numerosi, si proporranno per aggiudicarsi la ricca torta, che nel Deposito progettato per scorie a bassa intensità verranno sistemati anche rifiuti ad altissima pericolosità, che necessiterebbero di un deposito con ben altre caratteristiche. E andrebbe anche spiegato con cura perché quei rifiuti necessitano trattamenti particolarissimi e quali sono i rischi in gioco.

Non voglio ripetere quanto già scritto in due miei precedenti articoli sul Foglietto, in quello della scorsa settimana e in quello del 25 novembre 2014, ma non posso sottovalutare l'aspetto sismologico di tutta l'operazione sul quale mi considero sufficientemente informato.

È mia convinzione che un'operazione di questa delicatezza richieda il massimo impegno possibile in tutti i suoi aspetti, anche in quelli apparentemente secondari.

E non di asserzioni con basi, a ben vedere, puramente burocratiche.

La credibilità di cui gode la classe tecnico-scientifica presso la gente nel nostro Paese, a torto o a ragione, non è molto elevata. Osservo che a questa scarsa credibilità complessiva ha contribuito non poco il grottesco e incongruo episodio di Scanzano Ionico.

Se il vertice della SOGIN avrà la pazienza di andare a rileggere i giornali dell'epoca scoprirà che una sola voce cercò di dare una risposta ragionevole alla domanda del perché e del percome era stata scelta Scanzano: la mia, pur non sapendone niente!

Non era accettabile che tutto il mondo tecnologico italiano divenisse zimbello del Paese e dei Politici, che amano sguazzare in queste cose per sentirsi superiori e scaricare su altri le loro frustrazioni e inettitudini.

E individuai qualche ragione non banale per dare un minimo senso delle cose forse addirittura ignota a chi la scelta l'aveva fatta.

Il vertice SOGIN può  trovare le mie considerazioni, forse tuttora scientificamente interessanti, sul Corriere della Sera di allora, insieme a quelle di altri di ben diverso tenore.

Ricordo questo per non venire qui tacciato di essere un piantagrane o un bastian contrario a priori. Tipico metodo usato da di chi non ha argomenti per tacitare coloro che non si adeguano.

Ebbene, la scarsissima credibilità di qualche personaggio coinvolto in aspetti certamente non marginali di questa operazione porterà  a una scarsissima credibilità del progetto nella sua interezza.

Il vertice SOGIN mi ha fatto anche sapere che una volta al mese il Consiglio scientifico per il Deposito si è riunito per affrontare i problemi al massimo livello possibile.

Allora chiedo: è possibile vedere i verbali di queste riunioni, per capire che questioni sono state affrontate e chi era presente ad affrontarle? O sono secretati?

Forse, se questo accesso mi verrà consentito, riuscirò a capire come si può pensare che un deposito progettato per uno scopo possa, sia pure provvisoriamente, essere utilizzato per scopi molto al di là delle sue caratteristiche.

Mi sarà possibile anche capire come si è tenuto conto della pericolosità sismica del nostro Paese, sempre avendo in mente la sistemazione di rifiuti estremamente pericolosi.

Personalmente, anche se non ricambiato, ho la massima stima del vertice SOGIN: non può essere altrimenti.

Un uomo chiamato a risolvere un problema tanto delicato e complesso avrà alle spalle una carriera scientifica ed accademica ai massimi livelli possibili nazionali e internazionali e sarà stato scelto fra altri esclusivamente sulla base delle sue capacità, e non certo per altre ragioni.

*Enzo Boshi - Geofisico

Seppellire le scorie nucleari sotto una montagna di euro

Su Affari & Finanza di Repubblica del 9 febbraio scorso, Luca Iezzi scrive: "Il primo premio per il concorso meno ambito in Italia è di 1.5 miliardi di euro. Una manna per le casse di uno qualsiasi degli 8000 comuni italiani, tutti potenziali concorrenti. Anche se sulla presenza di solo uno o due candidati alla scadenza di giugno prossimo in pochi sentono di scommettere. In palio c'è la realizzazione del Deposito nazionale delle scorie nucleari, un obbligo nei confronti dell'Europa e nei confronti dei cittadini presenti e futuri".

Dodici anni fa ci fu il tentativo di creare il deposito a Scanzano Ionico. Fu una delle cose più ridicole della nostra storia recente. Fu tentato il cosiddetto blitzkrieg: il sito fu scelto senza informare nessuno. Come avvenne la scelta non si è mai saputo. Solo il Sindaco sembra che ne fosse informato ma non completamente.  Giustamente la popolazione si arrabbiò e molto.

L'immagine (dipinta in un giornale) di tutta la popolazione di Scanzano che inseguiva con i forconi i vertici della Sogin di allora è certamente un'esagerazione ma penso, comunque, che qualcuno stia ancora correndo guardandosi le spalle.

Apparentemente sembra che adesso sia stato fatto tutto per benino. La Sogin e l'Ispra si scambiano documenti e mappe, si danno scadenze, hanno già deciso che sarà un'infrastruttura di superficie dentro un bel Parco Tecnologico.

È prevista una notevole ricaduta occupazionale ... tanti soldi ... insomma il Bengodi!

Sembra addirittura che stia per cominciare o sia già cominciata una campagna informativa. A giugno si terrà un grande seminario nazionale dove tutto verrà spiegato ...

Insomma, tutto risolto per i 90-100.000 metri cubi di materiali radioattivi sparsi da nord a sud nel nostro Paese, poco incline storicamente ad affrontare i propri problemi ambientali. Molto più abile nel crearli.

Tutto risolto, dunque? Assolutamente no! A meno che ancora una volta non si tenti il blitzkrieg!

Fra i circa 100.000 metri cubi da sistemare, infatti, ve ne sono 15.000 di materiali radioattivi brutti, brutti! Sono i rifiuti terribili: il prodotto di scarto della fissione. Contengono elementi mortali come il plutonio. E "vivono" per millenni. Molti millenni!

Per queste scorie gli "esperti", se sono onesti e non posso pensare diversamente, dovranno ammettere che non esiste soluzione e che non si sono posti neanche il problema. Negli USA è da anni che se lo pongono e non mi risulta che abbiano trovato qualcosa di soddisfacente.

Stiamo parlando del combustibile spedito in Francia e in Inghilterra per essere trattato in modo da ridurne le emissioni. Il ritorno in Italia è previsto a partire dal 2018.

Dove verrà sistemato? Non è dato saperlo.

Viene da pensare che verrà "appoggiato" per un po' nel grande deposito previsto in superficie, ammesso che per il 2018 sia terminato. Per questo tipo di rifiuti si è anche pensato a una soluzione comune per tutti i Paesi europei. Ma tutte le ipotesi che si sono sentite finora sono fumose e poco praticabili.
Insomma, bisognerà fare un altro deposito con caratteristiche molto diverse da quelle richieste per i rifiuti meno cattivi.

Il buonsenso suggerirebbe allora di cominciare con questo secondo deposito, anche per evitare spostamenti inutili di materiali che possono provocare danni irreversibili.

Non risulta, però, che si sia cominciato a pensare a questo secondo problema, a meno che tutto non venga fatto di nascosto. Il che sarebbe veramente il colmo.

Desta molta preoccupazione in un cittadino attento come me che nessun Sismologo di valore sia stato coinvolto nell'operazione fin qui portata avanti nel Paese più sismico d'Europa, se non di tutto il Mediterraneo.

A dire il vero semplicemente nessun Sismologo, di vaglia o meno, ha partecipato alla preparazione dei documenti che Ispra e Sogin si sono scambiati non so in quale ordine e per quale ragione.

Strano modo di procedere, che si spiega solo se fin d'ora si fanno le cose in modo da non rendere facile l'individuazione di eventuali responsabilità.
Mi preoccupo ancora di più quando vengo a sapere che l'ineffabile Presidente di “valore medio” (così definito dal Ministro della Ricerca) dell'Ingv fa parte del consiglio scientifico della Sogin. Perché, che senso ha? Che consigli scientifici può dare in materie nucleari? Che senso ha, in ogni caso, che il vertice del più grande ente di ricerca geofisica europea sia nel consiglio scientifico di un altro ente probabilmente rispettabilissimo ma che non ha certo fra i suoi compiti la ricerca di base?

L'unica risposta razionale è pensare: per tenerselo buono!

Si spiega così l'assenza di Sismologi di vaglia in un'operazione che dovrebbe essere diretta fin dall'inizio da Sismologi, non certo di medio livello.
C'è anche da dire che, visto l'andazzo, i Sismologi di vaglia forse si rifiutano a questo punto di interessarsi a questioni che, in ultima analisi, non fanno parte delle loro mansioni.

Eppure all'Ispra dovrebbero aver capito che in certe operazioni tenere volutamente fuori dalle decisioni i Sismologi seri può portare a serie conseguenze o, anche in questo caso, ci si metterà a piagnucolare: "Sono solo un povero ingegnere idraulico!"

Anche a Scanzano Ionico i Sismologi furono tenuti fuori da decisioni e discussioni: d'altronde se si fa il blitzkrieg ... pochissimi devono essere informati.
Allora preconizzai che dopo Scanzano nessun Comune avrebbe accettato il Deposito, se non si fossero cambiate drasticamente le procedure.

Apparentemente le procedure son cambiate ma il risultato è sempre lo stesso. Si può dire che si è passati dal Blitzkrieg alla Sceneggiata, anzi, per usare una locuzione che in certi ambienti piace, alla "operazione mediatica", che deve per definizione escludere sempre i Sismologi, che sono sempre "imprevedibili" e che potrebbero affermare cose che poi sono difficili da far dimenticare.

L'anno scorso i Revisori dei Conti avevano evidenziato al Ministero della Ricerca gravissimi conflitti di interesse e incompatibilità dei vertici dell'Ingv.
Sembrava che stesse per verificarsi Armageddon. Poi non è successo niente: tutti rimasti al proprio posto. Se ne conclude che i Revisori, giocherelloni, hanno voluto fare uno scherzo di Halloween e sono stati perdonati!

Mi dicono anche che la Guardia di Finanza le scorse settimane ha passato giornate a scartabellare non so bene quali documenti dell'Ingv.

Staremo, comunque, a vedere.

Di sicuro si può dire che la Sismicità sarà uno degli argomenti critici per la scelta del sito, come ho già raccontato in un precedente articolo, e tutti i conflitti e le manchevolezze di questi anni verranno a galla per screditare scelte e decisioni. Le carte dovranno essere tutte in regola!

Così stando le cose, il deposito per i rifiuti paurosi sarà quasi impossibile da individuare, perché prendere in giro la gente è sempre più difficile.
Certo si potrebbero lasciare le scorie dove sono, pagando cifre altissime per  l’ "alloggio".

Sembra che circa un terzo del nostro debito pubblico sia riconducibile a quanto si spese per fare le centrali e quanto si sta spendendo per spegnerle e smontarle.

Quindi: perché preoccuparsi per qualche centinaio di milioni di euro in più o in meno?

*Geofisico

Due processi e un'assoluzione

Sono state pubblicate dalla Corte di Appello di L'Aquila le motivazioni della sentenza di assoluzione [1, 2, 3, 4] e non posso non ricordare alcuni momenti di una traversata del deserto durata più di quattro anni.

Essere accusati di omicidio è un'esperienza terribile, quasi impossibile da descrivere.

Tutto comincia agli inizi di giugno del 2010.

Sul Corriere della Sera del 3 giugno 2010 si legge: "Si tratta di un filone molto importante  - ha commentato il procuratore capo Alfredo Rossini - Speriamo di arrivare ad un risultato conforme a quello che la gente si aspetta. Questo è un lavoro serio".

Al Tg3, Rossini ha poi aggiunto: "I responsabili sono persone molto qualificate che avrebbero dovuto dare risposte diverse ai cittadini. Non si tratta di un mancato allarme, l'allarme era già venuto dalle scosse di terremoto. Si tratta del mancato avviso che bisognava andarsene dalle case".

Queste sono le dichiarazioni del procuratore capo di L'Aquila il giorno in cui ci venne notificata  la conclusione delle indagini.

In pratica, è come se ci venisse notificata la condanna.

Il PM e il Giudice faranno poi narrazioni per creare le giustificazioni delle condanne, ignorando tutti gli elementi a favore della nostra estraneità ai fatti.

Si è arrivati a utilizzare un lavoro  scientifico pubblicato quindici anni prima per dimostrare l'indimostrabile. Una delle oltre mie 500 pubblicazioni interpretata in modo da incastrarmi e fornita per vie traverse da qualcuno che non se ne pentirà mai abbastanza.

Si è ignorato anche quanto affermava sin da allora il Sindaco Cialente  e cioè che era rimasto tutt'altro che tranquillizzato dalla nostre considerazioni, tanto da chiedere lo stato di emergenza.

In tutte le mille pagine della sentenza di 1° grado, il Giudice afferma che i terremoti non si possono prevedere ma che, come dice Rossini, dovevamo invitare gli aquilani ad andarsene dalle case.

Dal gennaio del 2009, l'Aquilano è sede di una sequenza sismica: tante piccole scosse che si susseguono, alcune delle quali ben avvertite dalla popolazione.

Come sempre l'INGV fornisce in tempo reale i parametri di ogni scossa.

Il 17 febbraio 2009, l'INGV manda alla Protezione Civile (PC) una prima analisi della situazione ricordando che l'Abruzzo è stato sede di terremoti disastrosi e che lo sciame in atto lascia  inalterata l'elevata pericolosità della Regione, adeguatamente rappresentata nella Mappa Sismica pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nel 2004. Non verrà mai richiesta una spiegazione del rapporto inviato.

Nel comunicato tra l'altro si legge: "La zona in oggetto è stata sede in passato di forti terremoti. In particolare, l’attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto de 1703 (Int. MCS del X grado MCS, pari a Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della faglia associata nei cataloghi (ad es. il DISS) al terremoto del 1349 e di quella denominata Ovindoli-Piani di Pezza”.

Successivamente, il 12 marzo 2009, viene inviato a TUTTO il sistema di Protezione Civile, nazionale e locale il seguente Comunicato sull’attività sismica in corso nella zona dell’Aquila:

“La Rete Sismica Nazionale dell’INGV sta registrando dall’inizio dell’anno un’attività frequente e di bassa magnitudo nella zona dell’Aquila. Dall’inizio dell’anno sono stati localizzati oltre 160 terremoti, tutti di magnitudo inferiore a 2.9. La maggior parte dei terremoti si localizza in un’area molto piccola (4-5 km in pianta), mentre un altro piccolo gruppo di eventi viene localizzato circa 15 km a nordovest (vedi mappa allegata). Il rilascio sismico è quello definito a’sciame’, ossia senza una scossa principale e relative repliche, presentando una distribuzione irregolare nel tempo dei terremoti più forti. Negli ultimi giorni l’attività sismica è diminuita come frequenza delle scosse (vedi figura andamento temporale delle sismicità de l’Aquila). Ieri, 11 marzo, è stata localizzato un solo terremoto di magnitudo pari a 2.9 nell’area in oggetto, mentre oggi non si sono registrati terremoti nell’area. Allo stato attuale delle conoscenze, si può affermare che la sequenza dei mesi scorsi non ha alterato, dunque né aumentato né diminuito, le probabilità di occorrenza di forti terremoti nella zona. Si può affermare, inoltre, che previsioni basate su precursori di varia natura (geochimici e/o geofisici) non sono attualmente considerati affidabili dalla comunità scientifica."

Questi due comunicati, scritti da Alessandro Amato e da Giulio Selvaggi, andrebbero incisi su una targa di buon metallo e esposti all'ingresso di ogni sede dell'Istituto se il presidente di “medio livello” avesse un minimo di dignità e fosse in grado di apprezzare l'altissimo valore dell'Ente che presiede. Altro che targhe di eterna gratitudine nei miei confronti!

Nel  comunicato viene detto espressamente e chiaramente che l'elevata pericolosità sismica della zona non è minimamente modificata dalle scosse che si stanno verificando.

L'affermazione che tante piccole scosse sono da considerare favorevolmente perché impedirebbero forti scosse NON viene dall'INGV, anzi dall'INGV nei comunicati viene con chiarezza negata preventivamente.

La dichiarazione tranquillizzante PRIMA della riunione della Grandi Rischi non è in alcun modo ascrivibile all'INGV.

Se non si leggono i documenti dell'INGV o se all'INGV non si chiedono opinioni com'è previsto dalla convezione esistente con la Protezione Civile (PC) prima di esprimere giudizi scientifici poi non si possono scaricare sull'INGV responsabilità.

L'Assessore regionale alla PC  il 30 marzo 2009 diffonde un comunicato stampa per tranquillizzare la popolazione escludendo ulteriori scosse.

Siamo nella regione a maggior pericolosità sismica d'Italia e quindi un'affermazione simile appare oltremodo bizzarra.

Il Capo della PC nazionale chiama l'Assessore per trovare una soluzione alla criticità della situazione che si sta creando con un simile incongruo comunicato.

La cosa più semplice sarebbe fare un altro comunicato che corregga il primo. Sarebbe anche consigliabile contattare subito chi si intende di Sismologia e si dedica da sempre alla sismicità italiana.

Si sceglie invece la strada definita "operazione mediatica" e viene convocata una riunione irrituale a L'Aquila per il giorno dopo. "I Sismologi diranno che tante piccole scosse scaricano energia e  impediscono il verificarsi di scosse forti e distruttive".

E' noto che in Italia ogni anno si verificano parecchie migliaia di piccole scosse: se fosse vero quanto affermato su di esse nel passato non avremmo mai dovuto avere scosse disastrose. Comunque affermare che tante piccole scosse impediscono il verificarsi di scosse forti e' destituito di ogni fondamento scientifico.

Il giorno dopo, PRIMA  della riunione della Commissione Grandi Rischi (CGR) viene rilasciata un'intervista a una televisione locale e viene esposta la teoria dello "scarico favorevole dell'energia". Intervista che diverrà virale nei media locali e di cui noi verremo informati a terremoto avvenuto. Si afferma che  la "teoria dello scarico dell'energia"  viene dalla comunità scientifica. Non si precisa però da quale comunità  scientifica. Senz'altro non dall'INGV, che aveva negato questa interpretazione in comunicati ufficiali chiarissimi.

La riunione è convocata per le 18.30 del 31 marzo 2009; per le 19.30 è già convocata una conferenza stampa, come sapremo sempre a terremoto avvenuto.

La dichiarazione tranquillizzante prima della riunione e la conferenza stampa già prevista stanno a mostrare una regia mediatica dell'operazione. Anche il fatto che nessuna deliberazione verrà presa alla fine della riunione rientra in questa logica: l'idea di tranquillizzare non sarebbe mai passata dovendola mettere per iscritto, per una semplice questione di buon senso.

Si illustrano la sequenze sismiche in corso (Ancona e Sulmona) e la pericolosità dell'Abruzzo con un rapporto scritto e una dozzina di mappe da noi preparate appositamente per la riunione dove è evidentissima l'alta pericolosità sismica dell'Aquilano. Si viene invitati a esprimerci sulla prevedibilità dei terremoti. Rispondiamo che i terremoti non sono prevedibili e cerchiamo anche di spiegare perché.

Alla riunione partecipano anche il Sindaco, l'Assessore Regionale, tre Vice Prefetti e alcuni funzionari.

La riunione viene interrotta alle 19.30, senza prendere nessuna decisione e senza nessuna deliberazione finale.

Noi, i Sismologi, ce ne andiamo convinti che scopo della riunione fosse semplicemente quello di esprimere un giudizio ufficiale sulla non prevedibilità dei terremoti.

Il fatto che non viene presa e scritta, seduta stante, una deliberazione come era prassi consentirà di dare durante la conferenza stampa le interpretazioni che si vuole.

E' ovvio che il fatto che i terremoti non sono prevedibili non significa che non si possono verificare in qualunque momento. Eppure il PM interpreta la nostra dichiarazione sulla non-prevedibilità e sui motivi per cui almeno allo stato delle nostre conoscenze non sono prevedibili come se avessimo escluso scosse forti in Abruzzo.

C’è addirittura chi durante un convegno ha affermato che avremmo contemporaneamente detto che i terremoti non sono prevedibili ma che a L'Aquila non sarebbero venuti.

Questa ricostruzione dei fatti è stata possibile molto tempo dopo, perché molte cose sono emerse solo durante il processo e perché Repubblica ha pubblicato due intercettazioni telefoniche che consentono di interpretare l'accaduto:

- telefonata Bertolaso-Stati, dove viene descritta la strategia (operazione mediatica) per correggere l'improvvido comunicato stampa della PC regionale e formulata la teoria dello scarico di energia (pubblicata da Repubblica il 20 gennaio 2012).

- telefonata Barberi-Bertolaso-De Bernardinis, immediatamente dopo la riunione e dopo la conferenza stampa, dove si dichiarano soddisfatti per aver raggiunto lo scopo che si erano prefissi. Ci sarà anche una telefonata Bertolaso-Dolce dello stesso tenore. Bertolaso al telefono ringrazia Barberi per qualche cosa avvenuta o fatta nella mattina. La cosa viene confermata dallo stesso Barberi anche se non è dato sapere che cosa si son detti (Il Centro del 21 novembre 2013) e perché Barberi debba essere ringraziato.

Pochi giorni dopo il terremoto avevamo letto su Repubblica l'intercettazione Barberi-Bertolaso-De Bernardinis. Non potevamo darne l'interpretazione che consente solo la telefonata Bertolaso-Stati, che conosceremo nel 2012. Non sapevamo della assurda dichiarazione sullo scarico di energia.  Non sapevamo che dopo la riunione era già stata prevista una conferenza stampa.

La telefonata Bertolaso-Stati e le dichiarazioni del Sindaco Cialente ci avevano convinto che saremmo stati assolti, tanto che rinunciammo ai testimoni a nostro favore per affrettare l'epilogo della vicenda.

Verremo a sapere di comunicati rassicuranti della PC, fatti il giorno dopo la riunione, da un libro di Giuseppe Caporale, un giornalista di Repubblica, pubblicato mesi dopo.

Bertolaso dopo il terremoto dichiara che Barberi e Boschi avevano dato rassicurazioni durante la conferenza stampa alla quale è più che assodato che non ho partecipato!

Bertolaso è stato chiaramente male informato.

Esistono immagini televisive della conferenza stampa ma senza audio! E' disponibile un articolo mai smentito sul Tempo, dove sono riportate  le dichiarazioni fatte in quella circostanza da De Bernardinis, seduto assieme a Barberi.

E' importante notare che si fa in modo che i Sismologi il 31 marzo non vengano mai a contatto con i giornalisti.

De Bernardinis fa una dichiarazione "scientifica", lo scarico favorevole di energia, su un argomento sismologico prima della riunione della CGR. Tuttavia, durante il processo, dirà che lui è un ingegnere, un operativo, che di Sismologia non si intende.

Allora  perché non lo dice al giornalista che gli ha chiesto una dichiarazione e non lo invita a rivolgersi a un Sismologo?

Oppure perché semplicemente non si rifiuta di rispondere?

Perché si era già  deciso di rassicurare indipendentemente dai risultati della riunione che doveva servire solo per l'operazione mediatica?

Concede un'intervista PRIMA della riunione perché era già stabilito come la riunione doveva finire?

Il PM userà il verbale della riunione del 31.03.2009 per accusarci.

Ma come viene preparato e come vien fuori quel verbale?

Senza che noi ne fossimo informati una funzionaria della PC prende appunti a mano durante la riunione  senza alcun supporto elettronico. Li invia a Dolce, Capo Ufficio Rischio Sismico (precisamente: Ufficio valutazione, prevenzione, mitigazione del rischio sismico) della PC, che li rielabora fino a ottenere la  versione finale che sarà disponibile il pomeriggio del 6 aprile 2009.

Il verbale tratta quasi esclusivamente di questioni sismologiche. La funzionaria non risulta abbia particolari competenze sismologiche. Dolce e De Bernardinis dichiarano  durante il processo di non avere competenze sismologiche. La cosa verrà ribadita dal loro avvocato durante il processo d'appello. Dirà in maniera netta e solenne: "Alla Protezione Civile non ci sono sismologi!", sperando così di scaricare tutte le responsabilità su di noi!

Ma se non si hanno competenze sismologiche perché scrivono e rielaborano verbali sismologici, fanno dichiarazioni sismologiche alle televisioni e occupano alte posizioni di responsabilità, molto ben remunerate, nella PC che ha il rischio sismico, quindi la Sismologia, come il principale campo di attività?

Il verbale non ha  alcun valore formale, perché scritto e rielaborato da persone che per loro stessa ammissione non hanno competenze sismologiche. È evidente che durante una discussione tecnica su questioni complesse le opinioni possono essere espresse in maniera affrettata e imprecisa e solo un esperto può riportarle per iscritto.

E' per questa ragione che in tutte le riunioni della CGR a cui ho partecipato, più o meno tutte dall'atto della sua fondazione, veniva sempre presa alla fine una deliberazione all'unanimità come il banale buonsenso suggerisce. Non si può uscire da riunioni simili senza aver chiaro che cosa si è concluso oppure con qualcuno che dice una cosa e qualcun altro che dice una cosa diametralmente opposta.

La riunione del 31 marzo 2009 fu semplicemente interrotta.

Quindi un documento come quello che abbiamo firmato, a terremoto avvenuto, poteva avere un valore puramente interno alla PC, come mi si disse all'atto della firma e non era da considerarsi un documento di valore scientifico.

Ma perché addirittura un elicottero fu utilizzato per venirmi a prendere a Roma il giorno del terremoto, proprio per farmi firmare il verbale?

Noi sapremo della telefonata Bertolaso-Stati solo nel gennaio del 2012. Qualcuno sapeva dell'operazione mediatica il giorno del terremoto e si dette da fare subito per trovare capri espiatori?

Sia chiaro, comunque, che le affermazioni che mi sono attribuite nel verbale sono più o meno le mie. Andrebbero lette senza la volontà a priori di fraintendere e tenendo conto che sono scritte da incompetenti della materia.

È lecito sospettare che non c'era interesse a scrivere alcun verbale alla fine della riunione in modo da poter continuare con l'operazione mediatica. Se si fosse scritto un verbale seduta stante, nessuno dotato di un minimo di buon senso lo avrebbe firmato se fosse stato, anche minimamente,  tranquillizzante.

E' bene, infine, sempre ricordare che Giulio Selvaggi e il sottoscritto non hanno ricevuto favori personali, avanzamenti di carriera o emolumenti di sorta dalla Protezione Civile. Neanche un rimborso spese!

*Geofisico

Post Scriptum

C'è una frase nelle motivazioni che voglio aggiungere: molto chiara e inequivocabile.

La riporto così come è scritta: "... la verifica della correttezza scientifica delle valutazione formulate dagli imputati, da effettuarsi alla luce dei contributi tecnici in atti, conduce necessariamente alla conclusione che nessuna censura possa essere mossa sul punto agli imputati ...".

Insomma, non è certo la validità o meno della riunione come è stato affermato da qualche organo di informazione, ma la nostra condotta scientifica che ci fa assolvere. Un'affermazione assolutamente forte da parte del Giudice, che ci ripaga di tante amarezze e umiliazioni.

Il meglio deve ancora arrivare

Venerdì scorso è venuto a trovarmi Edwin Cartlidge, un giornalista inglese che stimo molto. Edwin risiede a Roma, parla un ottimo italiano e si occupa, con humour molto british, delle nostre miserie.

Lo avevo conosciuto a L'Aquila, dove ha seguito con grande attenzione il processo: uno dei pochissimi giornalisti a farlo veramente. È diventato famoso perché scoprì l'esistenza del rapporto ICHESE, che la Regione Emilia Romagna teneva gelosamente custodito.

ICHESE è l'acronimo di una Commissione che doveva stabilire le cause delle due scosse di magnitudo 6 circa verificatesi nel maggio del 2012 nella Bassa.

Qualcuno sperava con questa ICHESE di mettere in discussione, per scopi politici, la celebre e universalmente accettata teoria della Tettonica a Placche.
Cartlidge, come molti ricorderanno, pubblicò su Science un articolo sull'argomento, provocando il finimondo fra i terremotati emiliani e i vertici della Regione.

Il Foglietto ha dedicato molta attenzione a questa incongrua vicenda (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13).

Pensavo che volesse discutere con me degli sviluppi scientifici e politici della vicenda:

I terremoti possono esser generati da estrazioni petrolifere?

Perché ancora non c'è una definitiva valida dichiarazione ufficiale che le scosse del 2012 sono  puramente naturali?

Perché sono stati necessari sei sismologi americani per chiudere "politicamente" la vicenda?

Il responso dei sismologi americani può essere considerato super partes, visto che è stato pagato dall'ENI?

La validazione fatta dall'INGV del rapporto americano può essere considerata accettabile?

Su tutto questo mi ero preparato in vista dell'incontro. In particolare, mi interessava discutere con lui, di formazione protestante, quindi meno disponibile ai compromessi, la questione della validazione INGV del rapporto americano sulle cause dei terremoti 2012.

L'INGV infatti ha validato il modello ma non i risultati che dal modello stesso discendono.

Viene da sospettare che ci sia stata una forte pressione politica per uscire dall'impasse generato dalle ridicole conclusioni del rapporto ICHESE, visto che addirittura si è ritornati a un modo di vedere pregalileiano.

Un modello ovviamente ha senso solo confrontandone le conseguenze con i dati sperimentali.

Allora se l'ipotesi Cavone come generatore di sismi non è completamente abbandonata come è possibile che in Val d'Agri si continui a estrarre petrolio e a iniettare fluidi in zone che indubbiamente sono, come dicono i geologi, "in prossimità di faglie attive"?

Siamo in Lucania, una delle zone più pericolose dal punto di vista sismico d’Europa!

Colui che, dopo un sopralluogo, indicò il Cavone come causa dello sconvolgimento tellurico emiliano del maggio del 2012 potrebbe fare un analogo sopralluogo in Val d'Agri e individuare lì l'eventuale pericolo imminente.

Forse, però, è capace di individuare i rischi solo a catastrofe avvenuta, come per L'Aquila: lui sì che avrebbe saputo cosa fare, visto che dichiarò che a L'Aquila degli errori erano stati fatti senza però mai specificarli.

Oppure ragioni "superiori" glielo impediscono? Le cause  petrolifere sono da prendere in considerazione solo in Emilia?

E che dice il vertice dell'INGV su un argomento così delicato, dal momento che si sente autorizzato a esprimere giudizi a dritta e a manca, come abbiamo avuto modo di apprezzare in una ridicola performance prenatalizia? Addirittura lanciando oscure minacce nei confronti di persone non identificate!

Tutta l'operazione, indiscutibilmente grottesca e vergognosa, non sarà stata fatta proprio per impedire come conseguenza la chiusura dei pozzi della Val d'Agri, ben più remunerativi di quelli emiliani?

Ne consegue che i cittadini lucani sono da considerare cittadini di serie B?

Possono correre rischi accuratamente risparmiati agli emiliani per la sicurezza dei quali sono state nominate cinque o sei commissioni di "esperti"?

Facciamo allora per coerenza una commissione di esperti anche per i rischi che corre la Basilicata, come conseguenza delle estrazioni petrolifere che addirittura si vorrebbero incrementare. Scegliamone i membri in maniera trasparente, evitando questa volta lampanti conflitti di interesse.
Se tutto è in regola, se i cittadini non corrono alcun rischio non ci saranno conseguenze e tutti saremo più tranquilli.

L'importante è che si facciano i nomi di esperti di chiara fama. Ministri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente saranno ben felici di seguire queste indicazioni. E non incoraggeranno anche in questo caso il disprezzo di secoli di sviluppo scientifico come si è fatto, spero involontariamente, in Emilia dove si sono ignorati i dati sperimentali e si è ricorsi all'ipse dixit aristotelico!

Speravo che Edwin, un giornalista molto capace e paziente, avesse informazioni nuove su questo argomento e che con lui si potesse esprimere un giudizio più completo su uno degli episodi più vergognosi della nostra storia recente.

I giornalisti italiani chiaramente non sono interessati o non li fanno interessare a questo tema, eccezion fatta  forse per quelli che scrivono sulla Cronaca di Modena del Resto del Carlino.

Anch'essi però taciturni sull'argomento negli ultimi tempi, malgrado  ancora 1500 o più persone vivano in container umidi e infestati dai topi.

Edwin era sopratutto interessato ancora alla riunione della Grandi Rischi del 31 marzo 2009 e al processo di primo grado. Io volevo parlare delle riunioni non fatte della nuova Grandi Rischi con conseguenze difficili da dimenticare e che qui sul Foglietto tante volte abbiamo ricordato.

Mi sono così accorto che molte cose devono ancora venir fuori, come la storia del tizio che dopo la condanna di primo grado partecipa a congressi dichiarando che io ero andato a L'Aquila a dire che i terremoti non si possono prevedere e che contemporaneamente escludevo che venissero! Congressi ove tutto fortunatamente viene registrato a futura memoria.

Lo stesso tizio che intenta cause milionarie a settimanali che ne hanno evidenziato un po' le magagne. Cause archiviate subito dal Magistrato. Ma il tizio insiste e fa ricorso in appello ... per ottenere solo un'ulteriore archiviazione. Come i pifferi di montagna insomma: andò per suonare ... Patetico e penoso. Sopratutto penoso. E pensare che è pagato profumatamente dallo Stato, mentre sarebbe meglio e più economico sostituirlo con due giovani brillanti costretti invece a emigrare ...

Ma il tempo è galantuomo e Il Foglietto continuerà a uscire senza condizionamenti. Ed è inutile inviare lettere al Ministro, informandola che vi scrivo tutte le settimane.

Ho la sensazione che lo sappia già e forse non necessariamente viene considerata una cosa negativa. E poi cosa potrebbe farmi?

Comunque, il meglio deve ancora arrivare  ...

*Geofisico

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