21. 08. 2019 Ultimo Aggiornamento 11. 08. 2019

Dai "veroni del paterno ostello" alle nostre miserie

Nel 1693 un terremoto molto forte sconvolse la Sicilia, specialmente la parte orientale. Nacque così il barocco siciliano: la più grande e bella opera di ricostruzione dopo una catastrofe della storia dell'umanità. Il grosso della ricostruzione durò una cinquantina d'anni, con il determinante imprinting del geniale Duca di Camastra.

Mi innamorai del barocco siciliano quando andai in Sicilia per la prima volta. Ciò che del barocco subito mi affascinò e mi affascina sempre sono i balconi. Costruiti in maniera estremamente accurata. Presenti in qualunque edificio: forse inutili, senz'altro poco usati, ma ornamenti imprescindibili!

A mio avviso, il balcone barocco più bello in assoluto, e ne ho visti tanti, è a Erice, in una casa privata prospiciente una piazzetta su cui si affaccia l'Aula Magna del famosissimo Centro Scientifico Ettore Majorana. Non sono il solo a considerarlo bellissimo: l'ho visto addirittura in immagini  televisive trasmesse negli USA per pubblicizzare il turismo culturale in Sicilia.

Il balcone ericino, come migliaia di altri balconi in tutti i centri storici siciliani, sopravvive da circa tre secoli, malgrado la pietra di cui son fatti si stia deteriorando.

Sono sopravvissuti anche a terremoti tutt'altro che trascurabili!

A L'Aquila, in case realizzate per dare un ricovero ai terremotati del 2009, progettate da "professionisti esperti" e costruite senza badare a spese, recentemente alcuni balconi sono crollati, 800 sono stati poi "sequestrati" perché pericolosi e molte di quelle case appaiono fatiscenti se non pericolanti.

A nulla poi sembrano servire i cosiddetti "isolatori sismici", un'importante e costosa innovazione tecnologica normalmente usata nei grattacieli giapponesi, di cui queste case sono dotate e che dovrebbero renderle sicurissime. Sicurissime forse in caso di terremoto ma evidentemente fragilissime in condizioni normali: un paradosso che la Magistratura sta dipanando. Sembra ormai assodato che non tutti gli "isolatori" isolino correttamente.

Una vicenda triste, che non potrà che avere una conclusione ancora più triste. Un altro episodio di disonestà o dabbenaggine nella lunga lista di ruberie collegate ai disastri che hanno sempre funestato il nostro Paese.

Viene spontaneo invitare questi "illustri professionisti" a studiare come i balconi, insieme all'edificio di cui fanno parte, venivano costruiti secoli fa, visto che sono ancora in piedi.

Studi che potrebbero impedire oggi di cadere in errori grotteschi, che ci ridicolizzano in tutto il mondo.

Si sta cercando di gettare addosso ad altri le proprie responsabilità, come spesso avviene in queste circostanze. Ma le riprese televisive sopravvivono a tante chiacchiere e non è difficile rivedere i volti trionfanti di coloro che sostennero di aver battuto tutti i record in rapidità e sicurezza nel progettare, costruire e collaudare.

È paradossale trovare questi stessi personaggi e i loro accoliti in convegni scientifici, a discettare su come si comunica il rischio, sulla necessità di nuove mappe di pericolosità, sull'utilità di sistemi operativi di previsione sismica ... Funzionari di Protezione Civile nazionale e regionale che si riempiono la bocca di argomenti e termini dei quali hanno una comprensione limitata invece di dedicarsi alle numerose zone sismiche del Paese, ove imporre e fare semplici opere di prevenzione, cioè di Protezione Civile. In altre parole fare meno chiacchiere ma ridurre drasticamente o, meglio ancora, azzerare il numero delle persone che vivono in edifici insicuri esposte a rischi notevoli. Che è, in ultima analisi, la ragione per cui sono lautamente pagati.

Sarebbe interessante far sostenere a questi personaggi, vista la loro sicumera, un esame serio (ma non troppo severo) di Sismologia, per vedere che cosa ne vien fuori.

Non a caso, infatti, l'avvocato difensore dei funzionari della Protezione Civile durante il processo d'Appello a L'Aquila ha dichiarato molto decisamente e solennemente, che nella Protezione Civile non ci sono sismologi, senza timore di essere smentito, in completa buona fede. Guai ovviamente se risultasse che sono state pronunciate affermazioni false!  L'avvocato faceva seguito, d'altronde, a quanto già affermato nel processo di primo grado, dove i vertici della Protezione Civile del Paese più sismico d'Europa non ebbero alcuna difficoltà a definirsi completamente digiuni di Sismologia.

Certo, avevano rilasciato interviste prospettando teorie "originali" sul processo di liberazione dell'energia sismica, scritto e corretto verbali di argomento sismologico, avevano organizzato e partecipato attivamente a conferenze stampa, sempre di argomento sismologico. Ma forse argomento sismologico a loro insaputa ...

Quindi non dobbiamo meravigliarci se, in un convegno a Bologna, addirittura di Geofisica della Terra Solida, svoltosi la scorsa settimana, questi signori della Protezione Civile ne presiedessero perfino le varie sessioni.

Quando c'è da assumersi delle responsabilità sono incompetenti, quando c'è da chiacchierare diventano "eloquenti" e dirigono studi e ricerche, come se i fondi che utilizzano o dei quali decidono la destinazione uscissero dai loro conti personali.

Resta da capire, una volta per tutte, che cosa esattamente fanno per "proteggerci civilmente" oltre al turismo congressuale.

Di veramente interessante al convegno di Bologna c'è stato l'intervento di Giulio Selvaggi, che ha ricostruito le contraddizioni scientifiche contenute nella sentenza di primo grado del processo aquilano.

È, infatti, tempo di tentare una spiegazione di tanto acceso accanimento nei confronti della Ricerca sismologica e di chi cerca di svilupparla.

Non si  possono sottacere le reazioni ridicole, addirittura divertenti, al discorso di Selvaggi da parte di coloro che evidentemente speravano in una conferma della condanna.

C'è addirittura chi è arrivato a sostenere di non aver mai espresso una parola di supporto a noi condannati in primo grado, e di avere impedito di farlo anche ad altri, per meglio aiutarci ... sembrava addirittura lasciar intendere che il suo silenzio avesse contribuito alla nostra assoluzione ... molto più dei nostri avvocati.

Purtroppo non si può dimenticare che, finito il processo di primo grado, lo stesso personaggio rilasciava interviste sottobraccio al Pubblico Ministero, nostro accusatore, dopo aver organizzato allo scopo una cerimonia inutile: la seconda inaugurazione della sede INGV di L'Aquila, un anno dopo che era stata già inaugurata da chi aveva trovato l'edificio adatto e i fondi necessari per le attività di ricerca.

Una sceneggiata, raccontata anche dal Foglietto, che suscitò non poca ilarità.

Chissà se codesto personaggio è capace di suscitare ilarità anche in Mario Monti, visto che era uno dei tre "esperti" che lo stesso Monti ringraziò in diretta televisiva per la collaborazione tecnica fornitagli per lanciare un allarme nel giugno del 2012, preconizzando un terremoto disastroso nel ferrarese. Terremoto che fortunatamente non si è verificato ma che fece perdere all'allora Presidente del Consiglio "un po' di prestigio". Per fortuna che di "prestigio" ne aveva tanto!

Un altro dei tre "esperti" è lo stesso che, con moglie e figli al seguito, facendo il "discorso di insediamento" all'INGV nel settembre del 2011, dopo aver affermato che, finita la ricreazione cominciava un'era trionfale per l'ente, dichiarò che a L'Aquila nella riunione del 31 marzo 2009 erano stati commessi degli errori. Ovviamente affermazione solo allusiva, come è nello stile del personaggio: nessuna indicazione di chi avesse commesso gli errori e in che cosa gli errori consistessero.

Abbia adesso il coraggio civile costui di chiarire chi commise gli errori e quali erano gli errori.

Abbia anche il coraggio di spiegare, insieme a qualcuno dei suoi sodali, perché dopo il 20 maggio 2012 non ci fu nessuna riunione della Commissione Grandi Rischi e non ci fu nessuna indicazione sulla possibilità di altre scosse forti, altamente probabili per chi conosce un po' la sismicità italiana. Un'indicazione che avrebbe salvato vite umane.

In Emilia, nel maggio del 2012, sono stati commessi errori gravissimi, con assoluta certezza. Esattamente gli stessi errori - negligenza, imprudenza, imperizia, valutazione approssimativa e generica della portata dell'evento - per i quali siamo stati condannati in primo grado a L'Aquila.

Con la differenza che a L'Aquila non è stato poi possibile sostenerli anzi è stato solennemente dichiarato da tre Giudici che "il fatto non sussiste", mentre in Emilia sono di un'accecante evidenza.

Si abbia anche il coraggio di ammettere gli assurdi tentativi perpetrati per sviare l'attenzione da questi comportamenti gravemente omissivi. Si è arrivati a invocare le estrazioni petrolifere al Cavone come generatrici di terremoti a 20 km di distanza! A indicare il progetto (carta e parole!) di un deposito di gas a Rivara e addirittura il fracking "fatto di nascosto" come responsabili di forti scosse, senza avere neanche un minimo senso del ridicolo!

Oppure apparendo per quello che sono: completamente a digiuno di nozioni di fisica elementare.

Questioni che poi si legano strettamente al tentativo di  rendere obbligatoria l'assicurazione sugli edifici e, forse, anche su altro, e a vendere strumenti di basso livello tecnologico, dichiarati utili per "difendersi" da terremoti sia naturali che indotti. Quelli indotti sono venuti alla ribalta con la "natura sismogenetica" del Cavone. Novità che viene dal fatto che prospettare terremoti disastrosi a dritta e a manca, come si è fatto nel passato recente, non era più redditizio.

Insomma, in pochi anni si è creata una compagnia di giro che sembra far leva su scarsa competenza scientifica e mancanza di responsabilità.

Si vedono attività che vanno dai balconi delle New Town, che "si staccano", anzi "si scollano", alle proposte di cause fantasiose per i terremoti emiliani, passando per i concorsi di abilitazione alle cattedre universitarie e tanto altro.

Si tratta di non più di una dozzina di persone, che potrebbero essere facilmente sostituite. Anzi, che devono essere sostituite al più presto, per il bene di tutti.

Persone che forse hanno anche usato le strutture e le facilities universitarie per le loro attività private; se così risultasse andrebbero rimosse e il loro posto dato a giovani onesti e intellettualmente più capaci.

I Rettori dovrebbero garantire il rispetto di questi principi irrinunciabili o essere rimossi anch'essi.

La vicenda emiliana  può essere spiegata in dettaglio da molti punti di vista a chi voglia conoscere una delle pagine più vergognose della storia recente.

Si potrà così "scoprire" come le omissioni degli amministratori regionali nel trattare il rischio sismico si siano saldate, nel bisogno assoluto di scagionarsi a vicenda, alle omissioni ancor più gravi di coloro che sarebbero preposti al controllo dell'attività sismica.

Se il nostro è ancora un Paese civile, tutto deve essere spiegato ai cittadini emiliani che hanno subìto e continuano a subire vere e proprie violenze morali oltre che fisiche. E tutto in queste pagine verrà spiegato: per esempio il ruolo del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero dell'Ambiente e della Regione dell'epoca nella vicenda del deposito di Rivara.

Il cerchio di potere attorno a personaggi politici che hanno permesso questo degrado morale e intellettuale si è ormai sgretolato.

Si percepiscono  segnali che con il nuovo gruppo di potere regionale che si sta formando in questi giorni sarà possibile ritornare sulla strada del buonsenso, dell'onestà intellettuale e della politica al servizio dei cittadini.

Noi continueremo, comunque, a seguire queste vicende con dettagli sempre nuovi e non lasceremo intentato nessun mezzo affinché la trasparenza delle decisioni che riguardano la nostra sicurezza non sia soltanto una figura retorica.

 

*Geofisico

Post scriptum

Ringrazio Dario Sleyko per avermi invitato al 33° Convegno del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida (GNGTS) e per aver ricordato che sono stato uno dei fondatori del medesimo Gruppo.

 

La localizzazione del Deposito Nazionale delle scorie nucleari: un'altra Scanzano?

Lo dico subito: mi auguro che tutto quello che state per leggere venga smentito nettamente al più presto! Temo però, purtroppo, che sia drammaticamente vero.

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) non avrebbe dato alcun parere di natura sismologica, che è una sua indubbia e indiscussa competenza, per la redazione del rapporto “Criteri per la localizzazione del Deposito Nazionale delle scorie nucleari”, prodotto dall'Ispra, ente di ricerca vigilato dal Ministero dell'Ambiente.

Se risultasse vero, non sarebbe solo gravissimo sul piano metodologico ma sarebbe un motivo imprescindibile per rendere inaccettabile a priori il rapporto dell'Ispra e la scelta del sito che ne conseguirebbe. Qualunque esso sia!

La cosa dovrebbe risultare di interesse di tutti i vertici istituzionali preposti a questo ormai annoso e non più rinviabile problema.

Forse anche della Magistratura e della Corte dei Conti. Sopratutto di quest'ultima!

Vediamo che cosa si sa di questa vicenda tenuta stranamente riservata. Stranamente perché se c'è un'operazione da fare insieme ai cittadini, in piena condivisione, è proprio questa.

Nel gennaio scorso il Direttore Generale dell’Ispra scrisse ai Presidenti del Cnr, Ingv, Iss, Enea e Igm per avere, credo entro la fine di aprile, un parere tecnico sulla questione della localizzazione del sito per il deposito sicuro delle scorie nucleari attualmente "sparse" nel Paese.

In questa delicatissima operazione non sarebbero stati coinvolti i sismologi dell’Ingv, benché siano indubbiamente gli esperti più quotati al mondo sulla sismicità italiana, oltre ad essere i più numerosi.

La cosa, se vera, appare paradossale visto che la questione sismologica è senza alcun dubbio la più critica nella scelta del sito e nella sua caratterizzazione. È quella che maggiormente suscita preoccupazioni, perplessità e opposizioni fra la gente.

La risposta Ingv alla richiesta dell'Ispra sarebbe stata affidata ad un singolo ricercatore, indubbiamente simpatico e gentile, ma con esperienze sismologiche non acclarabili.

Perché una simile pervicace mancanza di trasparenza?

L'Ingv intende boicottare sul nascere la creazione di un centro per la messa in sicurezza delle scorie nucleari? Oppure, più banalmente, stiamo assistendo ad una totale mancanza di senso di responsabilità? Mancanza che discende da ignoranza e da presunzione?

Aver affidato la questione ad un singolo, senza una profonda conoscenza della sismicità italiana, è estremamente inquietante. Questo personaggio sembra che addirittura ricopra o abbia ricoperto ruoli in conflitto con i dettami dello statuto dell'ente. Ruoli che sarebbero emersi dalla denuncia di un membro del cda, che ha evidenziato conflitti di interesse dei vertici dell'Istituto. Tra l'altro avrebbe rapporti, attraverso una società, con un membro del Consiglio Scientifico dell'Ispra. Non è dato sapere per quali meriti scientifici quest'ultimo sia stato nominato a una carica simile. Anche perché più che la scienza sembra preferire la fantascienza.

Anni fa sostenne convinto che i fenomeni, che per lungo tempo hanno disturbato i cittadini di Caronia in Sicilia, fossero di origine extraterrestre e non dolosa, come invece era evidente e come più volte ebbi modo di dichiarare.

Non si può non essere preoccupati della totale mancanza di collegialità da parte dell’Ingv nel fornire, su una questione tanto importante e delicata, un parere che necessariamente deve essere altamente condiviso.

La collegialità, e non la discrezionalità tracotante di pochi, andrebbe salvaguardata, se si è ancora in tempo prima di scelte che, così facendo, non verranno mai accettate.

Molti esperti veri, stando così le cose, manifestano già dubbi rendendo di fatto in prospettiva tutta l'operazione ingestibile perché sarà impossibile smentirli.

L'immagine e la credibilità dell'Ingv, conquistate in trent'anni di durissimo lavoro, non possono essere annullate in un attimo su argomenti di questa importanza, a causa di assurdi comportamenti di singoli, in un periodo storico tanto difficile per il Paese.

Ma come sarebbero andate le cose?

Sembra che la fine di febbraio fosse la data ultima per gli enti di ricerca per consegnare le valutazioni tecniche concernenti la scelta del sito. Agli inizi di aprile il direttore generale Ingv fu sollecitato dal suo omologo Ispra a fornire una risposta.

La risposta Ingv, sembra preparata in gran fretta, arriva con grande ritardo. Contiene un forte apprezzamento per l'Ispra, di cui non si capisce l'utilità. Richiede che vengano svolte misure di radiazione gamma in superficie su tutto il territorio nazionale, del tutto inutili e senza interesse per alcuno.

L'eccessiva richiesta sui raggi gamma ha suscitato se non altro grande ilarità tra gli esperti seri. Tralascia totalmente questioni sulla radioattività naturale, che indubbiamente avranno rilevanza quando si dovrà interagire con la gente. Espone considerazioni sui vulcani ovvie, generiche e soprattutto inutili.

Dimentica qualunque analisi delle strutture sismogenetiche, diffuse ovunque nel territorio nazionale, che costituiscono il punto più critico di tutta l'operazione.

È sulla presenza di zone sismiche che si scateneranno le critiche più decise, alle quali sarà impossibile rispondere in modo convincente. È vero che è disponibile la Mappa di Pericolosità Sismica ma per una infrastruttura tanto delicata sono imprescindibili studi molto più approfonditi.

Infine, sono ignorate tematiche più sofisticate che emergeranno se questa operazione verrà portata avanti in totale spregio del buonsenso.

Ripeto: mi auguro che queste mie considerazioni vengano tutte smentite e che per comportamenti irresponsabili venga evitato un altro, anzi tanti altri, Scanzano Ionico!

Dovesse succedere, che questa volta i responsabili paghino.

*Geofisico

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