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- di Maurizio Sgroi
Le notizie che arrivano dal fronte orientale sembrano fatte apposta per spaventare i militi ignoti di questa guerra, combattuta sotto mentite spoglie, che da oltre un settennio sfianca le economie mondiali.
Venerdì scorso il Miur ha trasmesso alla Conferenza dei rettori (Crui) e al Consiglio universitario nazionale (Cun), al fine di acquisirne i rispettivi pareri, il decreto di riparto del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), che di fatto mette a disposizione degli atenei le stesse risorse dell’anno scorso, ossia circa 7 miliardi di euro.
Un’autentica stangata per l’Università di Pavia, condannata dal Consiglio di Stato sez.VI, con sentenza n. 1834 del 6 maggio 2016, a risarcire circa 8 milioni di euro di contribuzioni degli studenti per il triennio 2010-2012.
La presenza di pesticidi nelle acque in Italia? Diversamente sottovalutata dalle Regioni, come emerge dal Rapporto nazionale pesticidi 2013-2014 presentato nei giorni scorsi dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Il documento contiene i risultati dei monitoraggi effettuati dalle Regioni sulle acque interne superficiali e sotterranee per rilevare eventuali effetti – non previsti nella fase di autorizzazione e non adeguatamente controllati nella fase di utilizzo – derivanti dall’uso dei pesticidi.
Prosegue, con implacabile costanza, la battaglia pressoché inosservata che i regolatori hanno ingaggiato ormai da anni per arrivare a una sostanziale rivoluzione del modello che finora – e non è esagerato dirlo – ha retto in piedi le finanze pubbliche di molti stati. Ossia la prassi di molte banche commerciali di acquistare bond pubblici del proprio paese.
Dicevano di avere le migliori intenzioni, di voler creare un'area di libero scambio per 850 milioni di persone e più di uno ci ha creduto. Qualcun altro ha cominciato a dubitare quando Obama ha dichiarato che il vero scopo era depotenziare la Cina nel mercato mondiale, e i dubbi sono divenuti certezze quando si è imposto il segreto sul testo del negoziato e si sono volute tenere fuori dalla discussione le aule parlamentari.
“Fondi pubblici per la ricerca per 2,5 miliardi. Programmi innovativi per aumentare il numero di ricercatori in Italia e dall’estero. Investimenti mirati sulle Infrastrutture. Quattro aree prioritarie per la ricerca applicata: Aerospazio, Agrifood, Salute, Industria 4.0. Più sinergia fra sistema pubblico e privato. Un programma strategico per il Sud”.
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