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- di Franco Mostacci
Quanto scritto dal Foglietto lo scorso 30 giugno scorso nell’articolo Dopo la sentenza della Consulta, riparte la contrattazione nel pubblico impiego. Ma gli aumenti saranno una miseria si è puntualmente verificato.
Quanto scritto dal Foglietto lo scorso 30 giugno scorso nell’articolo Dopo la sentenza della Consulta, riparte la contrattazione nel pubblico impiego. Ma gli aumenti saranno una miseria si è puntualmente verificato.
Come molti lettori ricorderanno, Il Foglietto in più occasioni si è occupato dell’iniquo blocco degli scatti stipendiali dei docenti universitari, ritenendo ingiusto che ad essi fosse stato negato un diritto che veniva concesso, invece, ai “fratelli” dipendenti degli enti di ricerca.
L'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha pubblicato sul proprio sito l'aggiornamento della rendicontazione periodica degli esiti dell'attività di vigilanza in materia di trasparenza sulle segnalazioni ricevute nell'anno 2015.
L’economia ridotta a tecnica, e quindi cavillo giuridico e calcolo, c’inganna nascondendo in recessi remoti il senso profondo dei sommovimenti che la animano. E perciò, chi voglia comprendere, non contentandosi delle veline che s’usa dare in pasto al pubblico, deve infilarsi in sgabuzzini scomodi, come le note a pie’ di pagina dei libri o certi rapporti internazionali tipo quello pubblicato in agosto dal Fmi sui metodi di valutazione del SDR.
In alcuni miei precedenti interventi sul Foglietto, nel discutere dei problemi strutturali che rendono, a mio avviso, l’Università Italiana una struttura con connotazioni medievali e che determinano un danno enorme per il Paese e per i giovani, indicavo possibili rimedi per cercare di mettersi al passo con le Università del mondo sviluppato.
Un articolo della scorsa settimana sul valore da attribuire, nei concorsi universitari, alle pubblicazioni in collaborazione ha destato particolare interesse nei lettori, suscitando diversi commenti.
L’ennesima prova dell’indecisione della Fed, che ancora una volta vorrebbe, ma non può, alzare i tassi, conferma il disperato stato d’animo dei nostri stregoni monetari, che pensano di invertire magicamente la bassa marea del ciclo economico generando ondate tumultuose di liquidità, quando invece le ragioni delle maree risiedono in complessi equilibri gravitazionali che sfuggono in larga parte alla volontà dei manovratori.
Troppe prescrizioni diagnostiche, i medici non potranno più farle. Con l'obiettivo di recuperare circa 200 milioni l’anno, la ministra della salute, Lorenzin, ha in preparazione un decreto per ridurre i presunti sprechi, che ammonterebbero a ben 13 miliardi l'anno. Inutile dire che Ordine dei medici e sindacati di categoria non sono d'accordo e con la ministra sono ormai ai ferri corti.
Veramente difficile trovare, in questi ultimi anni, una materia più tellurica di quella dei concorsi universitari. Dopo nemmeno un lustro dal varo del sistema dell’abilitazione scientifica nazionale, materializzatosi di fatto in sole due tornate concorsuali, al Miur hanno escogitato e stanno per far entrare in vigore la nuova abilitazione “a sportello”, che dovrebbe sancire anche la fine delle tanto criticate mediane, peraltro oggetto di numerose pronunce del giudice amministrativo, delle quali su questo giornale nei mesi scorsi abbiamo dato ampio e tempestivo riscontro.
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