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- di Maurizio Sgroi
Cosa vogliono davvero le persone, si domanda uno studio molto interessante pubblicato dal NBER (National Bureau of Economic Research) che promette di offrire un contributo originale a quella che potremmo definire la madre di ogni domanda e che, inevitabilmente, ha a che fare con l’economia, se intendiamo l’economia nel senso che gli antichi davano a questa parola.

L'attacco di questa notte degli Usa di Trump allarga l'incendio in Medio Oriente e la guerra contro l'Iran iniziata da Netanyahu coinvolgendo appieno il gigante americano. L'escalation deprecata da quasi tutti nel mondo non si ferma e sale un nuovo pericoloso gradino.
Con l'attacco all'Iran, Netanyahu sta ottenendo l'obiettivo di compattare dietro di sé l'opinione pubblica israeliana che vede nell'Iran degli ayatollah, grazie anche ai loro proclami sulla distruzione di Israele, un nemico storico; di spostare l'attenzione internazionale dalla mattanza di Gaza - ieri altre decine di palestinesi sono morti - che, anche se tardivamente, stava suscitando crescenti proteste dei governanti europei; di rendere quasi silenzioso l' "altro ebraismo" e le proteste dell'altro Israele contro Netanyahu medesimo.
Dovremmo essere grati a Bankitalia che nel suo ultimo rapporto annuale ci ricorda un dettaglio che le nostre società, ricche e lamentose, tendono costantemente a obliterare, prese come sono dalla defatigante attività di compiangersi.
Netanyahu ha attaccato i siti nucleari dell'Iran. Gli Usa ridono sotto i baffi. L'attacco mette ancor di più in pericolo, e che pericolo!, la pace in Medio Oriente.
