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- di Aldo Pirone
Domenica, su Il Fatto Quotidiano, Pupi Avati, insigne regista di tanti bei film, diceva: "Ma davvero pensiamo che una marcia a Venezia durante la Mostra del Cinema possa cambiare le cose?”. “Stiamo vivendo un orrore, ma sono disincantato sul fatto che sia sufficiente fare una marcia a Venezia perché le cose cambino”. Poi ha aggiunto di non credere al fatto che Netanyahu soprassiederà “rispetto a ciò che sta facendo perché c’è un corteo durante un Festival cinematografico”.

La polizia postale di Roma ha individuato un amministratore e un gruppo di collaboratori italiani tra i responsabili dei siti sessisti che sottraevano e diffondevano foto di donne, incluse figure politiche.
Fa discutere ciò che ha detto Draghi al tradizionale meeting di Comunione e Liberazione. Dice «SuperMario» che: "Per anni l'Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con sé potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali. Quest'anno sarà ricordato come l’anno in cui questa illusione è evaporata".
Dopo quel che succede nel mondo fra dazi trumpiani la mattanza continua di Netanyahu a Gaza, la guerra di Putin contro l'Ucraina e i conflitti nazionalistici che insanguinano il mondo, parlare di cose urbanistiche nostrane può sembrare un fuor d'opera. Ma quel che è successo a Milano a luglio merita alcune considerazioni.
