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- di Aldo Pirone
Lunedì scorso si è votato in Norvegia. Il paese nordico fa parte della Nato ma non della Ue. Per cui il voto non influisce direttamente sugli equilibri interni all'Europa ma ci dice per lo meno qual è lo spirto pubblico che va allargandosi nel Vecchio Continente.

Domenica, su Il Fatto Quotidiano, Pupi Avati, insigne regista di tanti bei film, diceva: "Ma davvero pensiamo che una marcia a Venezia durante la Mostra del Cinema possa cambiare le cose?”. “Stiamo vivendo un orrore, ma sono disincantato sul fatto che sia sufficiente fare una marcia a Venezia perché le cose cambino”. Poi ha aggiunto di non credere al fatto che Netanyahu soprassiederà “rispetto a ciò che sta facendo perché c’è un corteo durante un Festival cinematografico”.
La polizia postale di Roma ha individuato un amministratore e un gruppo di collaboratori italiani tra i responsabili dei siti sessisti che sottraevano e diffondevano foto di donne, incluse figure politiche.
Fa discutere ciò che ha detto Draghi al tradizionale meeting di Comunione e Liberazione. Dice «SuperMario» che: "Per anni l'Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con sé potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali. Quest'anno sarà ricordato come l’anno in cui questa illusione è evaporata".
