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- di Franco Mostacci
La narrazione governativa parla con toni trionfalistici di “nuovo record storico” nel 2024 per l’occupazione, ma un’analisi più completa ed obiettiva non può prescindere dalle criticità strutturali.
Sono stato – come faccio ogni anno – a Colle Pineta, a Pescara, nel luogo in cui 9 giovani partigiani furono fucilati l’11 febbraio del 1944. I patrioti antifascisti erano nella RESISTENZA, appartenevano alla Banda Palombaro e furono arrestati su delazione di fascisti a metà gennaio del 1944. Imprigionati furono torturati per quasi un mese prima di essere uccisi.
Rita Levi Montalcini, Alba Rossi Dell’Acqua, Laura Conti e Margherita Hack: quattro donne, quattro scienziate, quattro voci forti dell’antifascismo. Figure emblematiche che, oltre ai loro straordinari contributi alla scienza, hanno incarnato l’impegno civile, la resistenza e la lotta per un’Italia libera e democratica.
S
arà la mia mia vecchia cifra culturale comunista italiana e antifascista, ma all'Ottantesimo della Liberazione e del 25 aprile non riesco a pensare se non in termini politici e storici in mezzo a un mare di falsificazioni becere, quelle della destra post fascista, ma anche raffinate, quelle di alcuni paludati maître à penser dell'establishment.
Cominciamo dal prezzemolo. Immaginate per un attimo che un certo numero di triestini lavorino come stagionali semiclandestini nei territori della Repubblica di Venezia e che a un certo punto il Doge, per motivi vari, decida di eliminarli. Per evitare di far fuori anche dei veneti, mette in fila tutti i lavoratori e a ciascuno chiede di pronunciare la parola “ascensore”: i veneti la pronunciano con la s come “sole” mentre i triestini la pronunciano inevitabilmente con la s come in “rosa” e vengono selezionati per l’eliminazione. Analogamente potrebbe avvenire per argentini richiesti di pronunciare “mayo”. Bene, prezzemolo in spagnolo si dice “perejil”, con la j come in “Javier”, e gli haitiani, francofoni o comunque di lingua creola, non ce la fanno a pronunciarlo correttamente; in questo modo Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana, nell’ottobre del 1937 fece selezionare e successivamente eliminare da 20.000 a 30.000 haitiani (o haitiani-dominicani) nella regione di Dajabon, al confine con Haiti: in pochi giorni. Motivo?
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