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- di Adriana Spera
In Italia si legge sempre meno e si guarda al fenomeno quasi con rassegnazione, basti pensare che nelle indagini statistiche viene definito “grande lettore” chi legge appena 12 libri l'anno.
Chiusa la “trivella” primaverile, ci avviamo verso la “livella” autunnale, il referendum costituzionale voluto dal governo per adeguarci ai desiderata dei mercati. Ormai per cambiare la Costituzione, infatti, non serve più un vasto consenso, ma basta la volontà del governo, senza che questo desti meraviglia, come invece dovrebbe.
La Corte dei conti - Sezione giurisdizionale regionale dell’Umbria – con sentenza n. 32/2016, depositata il 26 aprile scorso, ha condannato a risarcire l’erario per complessivi 61.250 euro - in merito a una deliberazione adottata il 30 giugno 2008, riguardante la locazione di un immobile da parte dell’Università per Stranieri di Perugia - l’ex Rettore Stefania Giannini (attuale Ministro dell’istruzione, università e ricerca), il direttore amministrativo e i componenti del cda dell’epoca, che hanno già preannunciato appello. Una sola l’assoluzione.
Trasparenza e semplificazione sono obiettivi di governo senz’altro condivisibili, ma vanno affrontati e perseguiti nel rispetto delle regole e nell’interesse dei cittadini. Questo, in estrema sintesi, il messaggio contenuto nei pareri espressi dal Consiglio di Stato sui decreti con i quali il governo, esercitando la delega conferitagli dal Parlamento, si accinge a riformare l’amministrazione dello Stato.
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