15. 09. 2019 Ultimo Aggiornamento 10. 09. 2019

I Metamateriali

altCertamente molti ricordano la fulminante battuta del film "Il Laureato" che è il consiglio che viene dato a un giovanissimo Dustin Hoffmann fresco di laurea per il suo futuro professionale: "Plastics!"

Il film uscì nel 1967 ed effettivamente si trattava di un ottimo consiglio.

Se il film venisse girato ai giorni nostri quale sarebbe il consiglio da dare a un giovane di belle speranze? Senz'altro: "Metamaterials!"

I metamateriali stanno portando gloria scientifica e danaro e chi vi si sta dedicando. Non esistono in natura ma sono fatti per soddisfare al meglio le nostre esigenze. Per esempio: le onde sismiche fanno crollare gli edifici? Bene: costruiamo dei muri che non si accorgano neanche del passaggio delle onde.

Può sembrare fantascienza ma in realtà si è verificato sperimentalmente che la cosa è possibile. Sia chiaro che, nel caso sismologico, siamo ancora lontani da applicazioni a larga scala.

Un metamateriale è un materiale le cui proprietà elastiche, acustiche, elettromagnetiche dipendono non tanto dalla sua composizione chimica, quanto dalla sua struttura interna, cioè dal modo in cui è "messo assieme" o, se vogliamo, dal modo in cui  è stato "tessuto".

In pratica, quando si parla di metamateriali ci si riferisce a materiali il cui indice di rifrazione è negativo, perché è questa la proprietà più utile e affascinante di quelli realizzati e utilizzati finora. Materiali capaci di "deviare" onde elettromagnetiche, acustiche, meccaniche ad un angolo completamente diverso da quelli a cui siamo abituati in natura.

L'indice  di rifrazione dipende dalle proprietà dei materiali attraversati dalle onde. L'esempio tipico sono l'aria, l'acqua e la luce. Se si guarda dentro una piscina, gli oggetti sotto l'acqua appaiono deformati, perché le onde luminose che si propagano dagli oggetti ai nostri occhi sono rifratte alla superficie di separazione aria-acqua.

In natura, le onde acustiche, sismiche,  elettromagnetiche si propagano sempre con indici di rifrazione positivi. Per capire cosa significa, pensiamo a un'onda luminosa che parte dal fondo della piscina per raggiungere i nostri occhi. La direzione dell'onda è inclinata nello stesso senso rispetto alla verticale  sopra e sotto l'acqua.

Con un indice di rifrazione negativo cambia il senso dell'inclinazione. In parole povere, è come mettere uno specchio verticale alla superficie dell' "acqua a indice di rifrazione negativo", che ci consente di vedere dietro gli angoli.

In natura non esistono materiali a indice di rifrazione negativo. È stato però possibile realizzarli. Abbiamo così metamateriali a indice di rifrazione negativo nei campi delle onde elettromagnetiche e meccaniche. Questi metamateriali sono realizzati con procedimenti complessi, costruendo strutture i cui "mattoni" hanno  dimensioni inferiori alla lunghezza d'onda delle onde che devono essere  "deviate o smorzate".

È come se i pezzi che compongono queste strutture rimpiazzassero le molecole che costituiscono i materiali, con la differenza che mentre le proprietà di un atomo o di una molecola sono determinate dalla natura, i metamateriali li costruiamo noi, secondo le nostre esigenze.

Torniamo all'esempio fatto sopra. Se potessimo fabbricare metaacqua a indice di rifrazione negativo e usarla per riempire una piscina, saremmo in grado di vedere dietro gli angoli della piscina in questione.

Ma questo esperimento è difficilmente realizzabile, se non altro perché la lunghezza d'onda della luce, meno di un millesimo di millimetro, è molto piccola. Però il concetto funziona per onde di qualsiasi frequenza e lunghezza d'onda.

Le lunghezze d'onda impiegate da radar o telefonini possono essere di qualche cm e in quel contesto è relativamente facile costruire metamateriali.

I metamateriali offrono una flessibilità che si presta a numerose applicazioni tecnologiche e industriali. I campi più interessati sono quelli dell'imaging (ad esempio, la tomografia medica: raggi x, risonanza magnetica, ecografia ...), della comunicazione e in generale dell'acustica.

Per quanto riguarda l'imaging (la tomografia), non è difficile intuire che una tecnologia che ci permette di "vedere dietro gli angoli" può essere utile ad illuminare zone altrimenti non ben visibili di tessuti e materiali.

I metamateriali permettono di realizzare "superlenti" capaci di risolvere strutture di dimensioni inferiori alle lunghezze d'onda della luce usata per illuminare e vedere le strutture stesse.

Per la comunicazione, si possono costruire antenne le cui proprietà di irradiamento sono determinate semplicemente dalle proprietà microscopiche del materiale di cui sono fatte, e non dalla loro forma, spesso complicata e ingombrante. Con i metamateriali si avranno antenne leggere, facilmente trasportabili e rapidamente riconfigurabili.

Vastissime le applicazioni nel campo dell'acustica, ancora in gran parte inesplorate.

È lecito immaginarsi che questa nuova tecnologia avrà un impatto importante in tanti settori: insonorizzare edifici o parti di edifici; migliorare l'acustica di sale da concerto....

Anche costruire sottomarini invisibili al sonar come gli aerei invisibili ai radar ...perché tanto le applicazioni belliche sono sempre le prime e tecnicamente le più interessanti, purtroppo.

Non so se in Italia ci sono industrie o centri di ricerca che si occupano sistematicamente  di metamateriali. So per certo che molti ricercatori italiani se ne occupano in molti laboratori stranieri.

Non mi sembra che  il mondo della ricerca sia particolarmente interessato o indirizzato a occuparsi di questioni applicative.

Si preferisce finanziare l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande: bosoni e stelle, per intendersi.

Forse per non cadere nell'imperdonabile volgarità di creare ricchezza e posti di lavoro.

Ovviamente nel nostro mondo universitario c'è chi con lo stipendio, lo studio, l'elettricità, il riscaldamento, il telefono ... pagati dallo Stato si dà da fare per arricchire se stesso ma, di questo, dovrebbe interessarsi la Magistratura.

ESEMPIO FIGURATO

L'omino guarda l'acqua, metaacqua, ed è come se ci fosse uno specchio che gli fa vedere il pesce.

*geofisico

Mettete dei fiori nei vostri air gun. La strana guerra tra enti di ricerca e ambientalisti

altIn Senato è stato approvato un emendamento al ddl sugli ecoreati, che introduce il divieto di esplosioni in mare per attività di ricerca e ispezione dei fondali. Esso recita: "Chiunque, per le attività di ricerca e di ispezione del fondali marini finalizzate alla coltivazione di idrocarburi, utilizza la tecnica dell'air gun, o altre tecniche esplosive, è punito con la reclusione da uno a tre anni".

L'air gun è un dispositivo che spara aria compressa provocando la propagazione di onde meccaniche che consentono un'ecografia dei fondo marino, utile per la ricerca scientifica, mineraria e altro ancora. Ufficialmente si vuole impedire questa tecnica perché le "cannonate" costituirebbero un disturbo serio per cetacei, come i delfini e balene, estremamente sensibili ai rumori. Un intento apprezzabile e nobilissimo anche se in realtà si vogliano impedire ricerche di idrocarburi decisamente sgradite a buona parte della popolazione locale.

Gli Enti di Ricerca (Cnr, Ingv, Ispra, Infn, Stazione Zoologica, Ogs) che utilizzano queste tecniche hanno reagito con un documento di viva e vibrante indignazione.

Affermano con forza che vietare l’utilizzo dell’air gun "significa bloccare lo sviluppo delle conoscenze dell’interno della terra, impedire il riconoscimento delle faglie che generano terremoti e tsunami, e delle zone dove camere magmatiche stanno per esplodere".

Senza air gun siamo tutti in gravissimo pericolo e dovremmo tremare! Ma c'è di più: affermano anche che, bloccati gli air gun, siamo destinati all'oscurantismo nefasto per lo sviluppo delle conoscenza.

Da inorridire!

Gli Enti arrivano addirittura a lamentare che "la discussione che ha preceduto l'approvazione dell'emendamento in Senato è stata caratterizzata da numerose inesattezze scientifiche".

Inoltre risulterebbe incomprensibile il motivo per cui non sia stato loro chiesto alcun parere al riguardo.

Un vero oltraggio!

Affermazioni  forti, al limite della ribellione, che meritano e susciteranno risposte adeguate.

Poi però, inaspettatamente, l'atteggiamento si inverte. Preoccupati forse dal loro stesso ardire, diventano pacifici e propositivi e auspicano "che le procedure attualmente disponibili ed ulteriori pratiche di minimizzazione dell’impatto vengano adottate in modo rigoroso". Finché, in posizione ormai decisamente prona, arrivano a proporre la "ricerca di ulteriori misure di minimizzazione" ma con programmi di ricerca ben finanziati "volti a comprendere e ridurre l’effetto di queste tipologie di impatto sulla vita marina".

Quindi l'impatto sulla vita marina è un problema serio, visto che si vuol minimizzare!

Cancellato il momento di contestazione dura al Potere, i nostri eroi si dichiarano però "pronti ad impegnarsi al fianco del Governo e dei rappresentanti parlamentari per illustrare, spiegare e trovare una soluzione condivisa, sostenibile e scientificamente valida ...".

Non si può non notare la locuzione "scientificamente valida" ... forse alla bisogna sono anche in grado di trovare soluzioni valide ma ... non scientificamente.

Infine l'apoteosi: "il dibattito e il confronto con la comunità scientifica può porre l’Italia all’avanguardia nello studio e nell’applicazione di misure di mitigazione dell’impatto sull’ambiente marino delle attività industriali, di ricerca e militari tramite l'adozione di linee guida avanzate in considerazione della peculiare sensibilità ambientale del Mar Mediterraneo".

Anche militari!?!

Ma perché tanta poca considerazione verso questi eroi della Scienza da parte del mondo politico?

Si capisce se si ricordano tutti gli antefatti che dimostrano che una parte importante di coloro che adesso si lamentano sono esattamente quelli che hanno creato questa situazione assurda e ridicola.

Vediamo di ricordare i punti essenziali.

Nel maggio del 2012, l'Emilia viene colpita da due terremoti di magnitudo non particolarmente elevata, che provocano però un numero notevole di vittime e un danneggiamento molto diffuso di attività industriali e di abitazioni.

Una cosa simile non può accadere nella regione da sempre propagandata come la meglio amministrata in Italia, addirittura in Europa.

Bisogna allora sviare l'attenzione da una realtà evidente andando a cercare cause bizzarre delle due scosse che, nel caso specialissimo emiliano, non possono essere banalmente ricondotte alla Teoria della Tettonica a Placche, come avviene per tutto il globo terrestre, ma ricondotte possibilmente a coloro che invidiano la superiorità emiliana e che cercano di sminuirla.

Per questo viene costituita una commissione fatta da persone di "provata esperienza e affidabilità", che sarà indicata con l'acronimo ICHESE, ove la I iniziale sta per International, che fa più "distinto".

Questa ICHESE, forse ignorando la meccanica dei continui e la sismologia elementare o forse per altri scopi, conclude i suoi lavori affermando che non è possibile escludere che le estrazioni petrolifere effettuate in località Cavone non abbiano generato la scossa del 20 maggio di magnitudo 6, a ben 20 km di distanza!

Il rapporto ICHESE, con questa bella trovata, viene consegnato alla Presidenza della Regione, che ritiene di non divulgarlo subito. Viene però scoperto da un giornalista inglese, che ne scrive nella prestigiosa rivista Science. E scoppia il finimondo.

È del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad una sciocchezza di proporzioni colossali, ma tutti gli Enti di Ricerca, oggi così coraggiosi in difesa dell'air gun, restano muti!

Anzi molti "esperti" sembrano condividere con entusiasmo la "geniale intuizione" ICHESE. Addirittura si introdussero allo scopo concetti come "terremoto di innesco" o "faglie prossime alla frattura" e altre bizzarrie prive di senso scientifico in quanto non misurabili.

Si è arrivati perfino ad affermare che la validità di un modello (cioè un insieme di considerazioni puramente teoriche) può essere stabilita senza verifica sperimentale: si ritorna a una situazione pregalileiana, pur di far contenti i Potenti!

A cascata, vengono poi costituite quattro o cinque ulteriori commissioni per "chiarire" quello che ICHESE aveva dichiarato senza forse capirlo appieno.

Formalmente non è stato chiarito assolutamente nulla, malgrado l'impegno di Ministeri vari.

Si può tuttora affermare che le operazioni connesse alle estrazioni petrolifere possono generare terremoti senza che vi sia una smentita ufficiale.

Nessuna questione di principio fu sollevata dagli Enti portatori di conoscenza di fronte alla possibilità che le estrazioni petrolifere generassero terremoti!

Nessuno si rese conto che la cosa avrebbe avuto ripercussioni per tutto il Paese.

Gli odierni strenui difensori della conoscenza scientifica, paladini del progresso e dell'air gun, nel frangente tacquero. Anzi suggerirono ed ottennero che si stabilissero linee guida per valutare, con tecniche e strumentazioni disponibili solo agli happy few, se estrazioni petrolifere possono o non possono esser fatte.

Il mio animo decisamente maligno mi induce a pensare che le verifiche del rispetto delle linee guida abbiano anche lo scopo di portare lucrosi incarichi a coloro che ne fossero particolarmente edotti.

Sto forse sostenendo che ci potremmo trovare in un'ennesima situazione di controllori-controllati? No, perché a pensar male "ci si prende" ma si commette peccato ... e io non voglio peccare!

Non si può però non osservare che ulteriori linee guida vengono proposte anche per usare gli air gun!

Insomma, per l'Emilia "civile e progredita" tante commissioni e tanta considerazione! Per le regioni meridionali, depositarie di tanti idrocarburi, nessuna commissione, nessuna considerazione e tanti air gun!

Usando le stesse considerazioni di alcuni "esperti" che si sono spesi in difesa di ICHESE sarebbe possibile mostrare che in Basilicata certe reiniezioni di fluidi vengono fatte in prossimità di pericolose faglie attive.

E allora come la metteremmo?

Al solito non si è tenuto conto del fatto che la gente non è stupida e può informarsi facilmente! E la gente infatti ha cominciato a chiedersi a gran voce: "Se in Emilia la ricerca e lo sfruttamento di risorse petrolifere provoca terremoti perché qui da noi, ove notoriamente i terremoti possono essere fortissimi, non si decide di abbandonare ogni velleità di sfruttamento? Gli Enti di Ricerca furono silenti in Emilia, perché qui da noi vogliono sguainare a tutti i costi i loro air gun? Siamo figli di nessuno?".

E, come sempre accade, il malessere e le proteste della gente inducono qualche forza politica a farsene carico. Di qui l'emendamento tanto odiato dagli airgunner.

Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso e non parli di oscurantismo scientifico!

Che poi per l'occasione siano diventate ambientaliste forze politiche notoriamente disinteressate all'ambiente conferma ulteriormente la confusione culturale in cui ci muoviamo.

Insomma, siamo in tutta evidenza un Paese ignorante, nel senso che chi dovrebbe decidere questioni tecniche di interesse generale non è in grado di individuare in maniera lungimirante problemi, necessità e relative soluzioni.

Tutto cambia o viene modificato a seconda della convenienza momentanea. Così non andremo da nessuna parte, malgrado l'ottimismo di chi ci governa. Una rottamazione seria e responsabile guardando solo all'interesse comune è ormai imprescindibile.

*Geofisico

 

 

 

I rifiuti nucleari: perché risolvere oggi se si può rimandare a domani?

altNon deve meravigliare, visto che sono fuori da tutto, che solo pochi giorni fa ho saputo che gli Onorevoli Serena Pellegrino e Filiberto Zaratti, entrambi di Sel, il 17 dicembre del 2014 hanno presentato un'interrogazione parlamentare, a risposta immediata in Commissione, sul problema della localizzazione del Deposito dei rifiuti nucleari.

I due Deputati si sono basati esplicitamente su un mio articolo pubblicato su Il Foglietto il 25 novembre del 2014. E apprezzo molto che si siano interessati a un problema tanto delicato: sembra che siamo in pochissimi a preoccuparcene!

Sono poi tornato sull'argomento il 17 e il 24 febbraio del 2015, sempre sul Foglietto, per ricordare la questione tutt'altro che banale della gestione dei 15.000 metri cubi ad alta e altissima intensità.

Il Deposito è previsto per rifiuti a bassa e media intensità ma, in "via provvisoria", dovrà ospitare anche quelli estremamente pericolosi perché nessuno è in grado di dire che sorte avranno.

Il 18 dicembre 2014 è stata pubblicata la risposta all'interrogazione dei due Deputati, che tra l'altro recita: "Ai fini dell'emanazione dei criteri, l'istituto (l'ISPRA, ndr) ha svolto una consultazione coinvolgendo CNR, ENEA, INGV, ISS, Istituto Geografico Militare per ricevere eventuali motivate proposte di modifica.
L'ISPRA ha ritenuto di sottoporre la Guida Tecnica anche ad un processo di revisione internazionale condotto da esperti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA).

Le osservazioni ricevute non hanno evidenziato punti di criticità in relazione ai criteri adottati in merito alla pericolosità sismica.

Va altresì evidenziato che il processo di localizzazione del deposito si svolge con modalità iterative, caratterizzate da livelli di approfondimento successivi e via via più dettagliati. Una volta individuate le aree potenzialmente idonee, sui siti che saranno selezionati sulla base delle dichiarazioni di interesse formulate dalle amministrazioni locali, saranno svolte indagini molto dettagliate per tutti gli aspetti geomorfologici, idrogeologici, antropologici e naturalistici.

Le aree preliminarmente individuate come potenzialmente idonee, ove confermate di interesse ai fini delle localizzazione del Deposito, verranno quindi sottoposte a specifiche indagini ed approfondimenti, su tutti gli aspetti di rilevanza evidenziati dai criteri, e pertanto anche dal punto di vista della pericolosità sismica.

È pertanto evidente, come anche indicato dagli interroganti, che nelle fasi del processo di localizzazione dovranno essere svolti studi di sismicità specifici ed approfonditi sui siti di interesse, nonché approfondite verifiche di resistenza sismica delle strutture del Deposito".
In particolare vorrei notare l'affermazione: "le osservazioni ricevute non hanno evidenziato punti di criticità in relazione ai criteri adottati in merito alla pericolosità sismica
".

È appunto questo il problema: non si riesce a capire quali criteri siano stati adottati e sulla base di quali ragionamenti. Dovrebbero esserci studi, rapporti sulla sismicità italiana, che non richiedono certo segretezza, anzi utilissimi in generale per la difesa dai terremoti. E quindi da diffondere.
Non si capisce, inoltre, perché su una questione così delicata si voglia mantenere in generale tanto riserbo: verrebbe da sospettare una vera e propria reticenza.

Ci è stato fatto sapere, da fonte di alto livello, che si tenevano frequenti riunioni per analizzare tutti gli aspetti del problema e delle sue complessità. Allora è lecito pensare che esistano verbali che potrebbero, anzi dovrebbero, essere resi disponibili per consentire di mostrare l'indubbio alto livello del lavoro svolto, se non altro per tranquillizzare le popolazioni sulla serietà del processo.

Non bisogna mai dimenticare infatti i 15.000 metri cubi di rifiuti altamente pericolosi che "provvisoriamente" verranno "appoggiati" nel Deposito. E che dovrebbero anzi preoccupare e molto.

Addirittura esperti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) hanno espresso un parere positivo, secondo quanto affermato nella risposta.
E allora ancora: dov'è la difficoltà a mostrare gli studi indubbiamente importanti e interessanti sulla questione sismologica, che è la più critica nella scelta del luogo per il Deposito?

È interessante notare che si afferma anche che "saranno svolte indagini molto dettagliate per tutti gli aspetti geomorfologici, idrogeologici, antropologici e naturalistici".

Solo dopo, alla fine, verranno svolte "specifiche indagini ed approfondimenti su .... e pertanto anche dal punto di vista della pericolosità sismica".
Non ho certamente le capacità degli esperti della prestigiosa AIEA e, forse, mi mancano conoscenze che, in questo contesto, solo pochi sembrerebbero avere. Ciononostante ho l'impressione, dovuta forse al mio cattivo carattere, che il modo di procedere sia fatto per ritardare il più possibile la scelta e la soluzione del problema.

I rifiuti nucleari resteranno ancora più a lungo dove si trovano ... in fondo ci stanno ormai da decenni e la patata bollente verrà trasmessa alla prossima "squadra decisionale": l'attuale potrà così sopravvivere ancora anni e anni senza ostacoli ... con tutti i vantaggi e poche seccature.

Resta, insisto, il problema dei 15.000 metri cubi di rifiuti molto pericolosi, attualmente in Francia e in Inghilterra per essere trattati, che cominceranno a tornare in Italia a partire dal 2018.

Dove verranno appoggiati "provvisoriamente" per poi essere sistemati, sempre "provvisoriamente", nel Deposito?

Ma sopratutto, visto il procedimento (certamente non speditivo) di scelta seguito, quando sarà ragionevolmente pronto questo Deposito?
Forse un po' di sano realismo e molta meno supponenza sarebbero utili.

Mi dispiace per la SOGIN, costretta a sopportare responsabilità che non le appartengono.

*Geofisico

Non c'è limite al peggio

altSul Fatto Quotidiano [1, 2, 3] di qualche giorno fa ho letto che l'INGV deve ancora ricevere alcune decine di milioni per il servizio svolto per la Protezione Civile a partire dal 2012.

L'articolo riprende un testo apparso sul Foglietto ad opera di Giuseppe Falzone, martedì scorso.

Ho molti amici e sono legato all'INGV a cui ho dedicato quasi tutta la mia vita professionale e mi preoccupo.

Scopro che il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che ammiro non solo per le sue indubbie capacità gestionali ma anche e sopratutto per il senso dello Stato e per l'equilibrio che mostra in tutte le sue manifestazioni, ha scritto una lettera molto chiara e netta ai vertici dell'Istituto.

In questa lettera si afferma una cosa semplicissima: il denaro pubblico si spende secondo regole ben precise e imprescindibili.

Se le rendicontazioni non sono fatte secondo le regole dello Stato, il denaro non arriva, anzi NON deve assolutamente arrivare, ed è inutile lamentarsi.

Addirittura dalla lettera di Gabrielli si scopre che sono stati fatti vari tentativi di rendicontazione: sempre risultati non  corretti!

Si è cercato di inventare la rendicontazione per approssimazioni successive: una novità assoluta!

Non posso dire di conoscere bene Gabrielli ma, se fossi al posto dei destinatari della sua lettera, mi preoccuperei non poco dell'"irritazione dell'uomo tranquillo".

Mi dicono anche che la lettera della scorsa settimana non fosse la prima ma che due altre più o meno dello stesso tenore nei mesi precedenti l'avessero preceduta, ma non sono in grado di verificarlo.

Stando le cose così come appaiono a uno come me, che non può certo conoscere i dettagli,  sembra che ci troviamo di fronte a manchevolezze amministrative delle quali la Corte dei conti dovrebbe interessarsi.

Come noto, la responsabilità legale dell’ente spetta al Presidente, che adotta deliberazioni con il CdA, per le quali rispondono in solido.

Addirittura il Presidente avrebbe avocato a sé ogni tipo di rapporto con il DPC, che gestirebbe dopo essersi insediato nella cosiddetta "Commissione Paritetica" insieme a un suo "portavoce"(sic!) e ad altra persona con non molte competenze amministrative.

Ma da chi è formato questo CdA?

Un Presidente di "medio livello", diventato presidente per caso solo perché il suo predecessore, dopo una sceneggiata durata un paio di mesi, che ha fortemente danneggiato l’immagine dell’Istituto, si è dovuto dimettere ed è stato retrocesso a consigliere, con un'operazione alquanto sconcertante da parte del Ministro allora in carica.

Due ricercatori dell'Istituto eletti dal personale dell'Istituto pochissimo attenti, secondo Falzone, agli interessi dei loro elettori e dei quali, sempre secondo lo stesso Falzone, è difficile capire l'impegno in seno al CdA.

Un ottimo docente di Ingegneria sismica del Politecnico di Torino, forse un po' indifferente alle "tensioni geofisiche", completa il quadro.

Facciamo qualche passo addietro, per capire che cosa sta succedendo. Non è questione che interessa particolarmente me ma riguarda la sicurezza del Paese, dove decine di milioni di persone sono esposte a rischi sismici e vulcanici. E quindi chi di dovere dovrebbe prendere seriamente in considerazione questa materia al limite dell'assurdo, se non oltre.

Nel settembre del 2014, i Revisori dei Conti stabiliscono che quattro su cinque componenti del CdA, escluso il docente torinese, sono incompatibili o in conflitto di interessi con la carica che occupano secondo le leggi vigenti.

Il Presidente, invece di eliminare i conflitti di interesse, tenta nell'ordine:

- di far revocare i Revisori dei Conti,

- di revocare il DG perché, a suo dire, a conoscenza di documenti compromettenti sul suo operato.

La cosa assurda, al limite della realtà, è che al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca chiede queste revoche con tanto di lettere protocollate! Già questo sarebbe sufficiente a dimostrare l'inadeguatezza lampante del soggetto.

Inizia un balletto di carte tra il MIUR, che nel frattempo aveva sospeso le attività del CdA, e il Presidente, che termina quando finalmente lo stesso Presidente rinuncia, così afferma in una nota, al conflitto di interesse in merito ai fondi che aveva assegnato incongruamente alla sua Università su progetti pagati dal Dipartimento della Protezione Civile.

Il che è decisamente al di là della logica: come si fa a non essere più in conflitto di interessi se sono state prese decisioni con spostamenti di danaro in pieno conflitto di interesse? I soldi sono tornati indietro?

È mai possibile che al Ministero prima evidenzino il mancato rispetto di leggi e, poi, senza spiegazioni "assolvano" da ogni colpa chi le leggi non avrebbe rispettato?

A cosa è dovuto il "perdono" di gravi manchevolezze opportunamente e dettagliatamente evidenziate?

Il poco informato Presidente "scopre" che i Revisori per legge non possono essere revocati, collezionando l'ennesima figura di ... "ingenuo".

Il tentativo di far dimettere il DG, da lui nominato, non porta alcun risultato.

La recente ispezione della Guardia di Finanza, mandata dall'ANAC, procura una sanzione allo stesso Presidente e al CDA per non aver rispettato i termini di attuazione di non so quale decreto!

Mi è stato anche raccontato che la scorsa settimana una busta contenente  documenti riguardanti il Presidente sarebbe stata recapitata proprio ai Revisori, al DG e al Responsabile dell'Anticorruzione. Sono stato informato anche del contenuto, ma non voglio infierire su questioni di cui poco conosco.

Rimane il fatto che in poco più di due anni questo signore è riuscito a creare il più grande conflitto tra i vertici di un Ente  che la storia della ricerca italiana ricordi e non solo con il DG e con i Revisori.

Ormai nell'Ente sono tutti contro tutti: mi sono state mostrate mail minacciose, girate in questi giorni tra i Direttori di Sezione contro i Direttori di Struttura o viceversa.

Basti pensare alla performance prenatalizia in videoconferenza per capire che ci troviamo di fronte a una persona in seria difficoltà.

Insomma, un Ente in una situazione tanto confusa non può avere compiti delicatissimi che attengono alla sicurezza dei cittadini.

Il contributo dell'INGV, per fare un esempio, alla metodologia di scelta del sito per il deposito delle scorie nucleari è indubbiamente deficitario e sbaglia, a mio avviso, il vertice della SOGIN (con il quale ho un reciproco rapporto di stima) a difendere l'indifendibile.

Scanzano Ionico e quello che vi è successo, specialmente sulla questione sismica, richiedono ulteriore e approfondita riflessione sul problema.

La questione delle estrazioni petrolifere in Emilia, che genererebbero terremoti a 20 km di distanza, tuttora ufficialmente irrisolta, è il fondo dopo il quale si può solo cominciare a scavare.

Il comportamento dei vertici dell'Istituto durante la sequenza sismica emiliana del 2012 fu decisamente e colpevolmente discutibile.

L'INGV sta complessivamente perdendo nei suoi tradizionali campi di attività la credibilità e la centralità, costruite negli anni dal lavoro di tante persone fortemente impegnate, a favore di strutture delle quali non è facile comprendere a fondo le competenze e le finalità.

E questo è decisamente preoccupante.

*Geofisico

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