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- di Roberto Tomei
Chi credeva che la delibera n. 151 adottata dal cda dell’Ingv il 24 novembre scorso, dopo mesi di duri contrasti, avesse sancito la pace tra i vertici dell’Ingv, deve purtroppo ricredersi.
La neonata Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, dovendo conferire l’importante incarico di Segretario generale per un triennio, rinnovabile fino al 2020, il 1° ottobre scorso ha diffuso un avviso, apparso sul sito della medesima Autorità.
Sulla polizza sanitaria milionaria, fortemente voluta dal Cnr e dalle organizzazioni sindacali (Usi-Ricerca, esclusa), rifiutata esplicitamente da quasi 1400 dipendenti e mai formalmente accettata dal restante personale, sono stati versati dal nostro settimanale fiumi di inchiostro. Sono stati sollevati molti dubbi e poste domande alle quali un’amministrazione sorda e tutt’altro che trasparente non ha mai fornito risposta.
A saperli ritrovare, sull’Intranet dell’Istat si possono leggere tre documenti [1, 2, 3] sul prossimo destino della statistica ufficiale nostrana: una comunicazione del presidente, un Executive Summary e un più ampio Progetto di modernizzazione presentato al Comitato di Presidenza allargato (non sappiamo quanto) il 5 dicembre scorso.
Più di 11 anni non sono stati sufficienti al Consiglio nazionale delle ricerche, all’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e agli organi di vigilanza per stabilire se gli immobili, di proprietà del Cnr, che ospitavano (e continuano a ospitare) il personale degli Istituti di radioastronomia, astrofisica spaziale e di fisica dello spazio interplanetario, passati, per effetto dell’art. 23, comma 5, del decreto legislativo n. 127 del 2003, dallo stesso Cnr all’Inaf, debbano essere ceduti, con rogito notarile, a quest’ultimo a titolo oneroso o gratuito.
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