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- di Vitantonio Iacoviello
Ringraziamo Vitantonio Iacoviello, consigliere nazionale di Italia Nostra, presidente della Sezione Alto Bradano e Vulture, già autore di diversi editoriali apparsi sul Foglietto, profondo conoscitore delle bellezze della Basilicata, strenuo difensore del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale della Terra Lucana, per aver deciso, dopo nostra richiesta, di condividere con il nostro giornale una serie di recenti articoli, già pubblicati sul Quotidiano del Sud, che condurranno i nostri lettori alla scoperta di quel Territorio. Un grazie sentito anche alla Direzione del quotidiano. (Red)

Il 2 marzo 2008 ci ha lasciato Agnese Piccirillo, in arte Seranis, fisica, scrittrice e femminista storica torinese. La ricordo con un frammento dal suo bel libro Il filo di un discorso, Eura Press, Milano, 1997.
La mappatura del cielo di fine Ottocento fu possibile grazie ai miglioramenti della tecnica fotografica e all’uso delle lastre ad emulsione in gelatina, che rivoluzionarono il processo di realizzazione delle carte celesti. La classificazione delle stelle, oggi facilitata dai calcolatori, fu portata a termine da équipe di solo donne, impegnate a misurare e calcolare le distanze tra le stelle, con pazienza, minuziosità, impegno e tenacia. Qualità che venivano considerate “femminili per natura”.
“Ho scritto il libro Affective Computing nel 1997, per far capire che era importante per il futuro dell'interazione intelligente tra esseri umani e computer. La maggioranza dei colleghi mi chiedeva: perchè? È solo "rumore"…”.
Come di consueto l’Ocse, nel suo ultimo interim report, torna a ricordarci che la crescita economica non è solo una questione che si possa risolvere abbassando i tassi di interesse o spingendo sul pedale della spesa pubblica. Anche perché poi, e lo vediamo ai giorni nostri, certe politiche – chiamiamole genericamente incentrate sul lato della domanda – finiscono col mostrare i loro costi che si scoprono sostenibili a fatica.
Il nuovo anno regala al Corno d’Africa, luogo parecchio complicato, non solo le tensioni derivanti dagli attacchi degli houthi yemeniti, che fanno temere per il futuro dei commerci nell’area del Mar Rosso, ma anche un accordo fra Etiopia e Somaliland, stato auto-proclamato indipendente dagli anni ’90 ma non riconosciuto (finora) da nessuno, per l’utilizzo per un cinquantennio di una porzione di costa adiacente al porto nord-somalo di Berbera.
