- Dettagli
- di Aldo Pirone
La questione del salario minimo si presta a qualche osservazione. Tralascio tutte le corbellerie ideologiche portate avanti da una miriade di economisti cosiddetti liberali che quando lo Stato è chiamato a legiferare in favore dei lavoratori invocano sempre il mercato, il pericolo del lavoro nero e tante altre calamità, mentre quando quel medesimo Stato interviene quotidianamente e sotto diverse forme a dare aiuti, spesso a go go, a lorsignori è considerato normale. Basti dire in proposito che nell'Europa dell'Ue, anche quella liberal liberista, sono 22 gli Stati che prevedono il salario minimo.

Mercoledì scorso ho avuto la ventura di passare al Circo Massimo. Ho visto lo smantellamento delle strutture del concerto di Travis Scott del giorno prima che tante polemiche ha suscitato, comprese le vibrazioni da terremoto provocate.
Settantotto anni fa, il 6 agosto, una bomba termonucleare veniva sganciata dagli USA su Hiroshima e uccideva 166mila persone. Tre giorni dopo, il 9 agosto, toccava a Nagasaki, con 88mila vittime.
Gli organi costituzionali ricevono uno stanziamento dal Bilancio dello Stato con il quale fanno fronte alle loro esigenze di spesa e la Presidenza del Consiglio ha visto in questi anni lievitare notevolmente le somme assegnate.
Anche le questioni apparentemente più semplici, come la creazione e la messa in funzione della Scuola di Alta formazione dell’istruzione, si scontrano con procedure farraginose che generano ritardi nella realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
