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- di Adriana Spera
di Adriana Spera
Ancora una volta, abbiamo assistito allo spettacolo indecoroso di uno dei tanti "imprenditori morali" che impazzano in questo paese.
di Cristiano Fiorentini
Lo scatto d’ira del ministro Brunetta e la frase che ha utilizzato per insultare i precari, in occasione del convegno sull’innovazione, rendono perfettamente il pensiero del Ministro rispetto a quei lavoratori che continuano ad essere fondamentali affinché le pubbliche Amministrazioni, per lo più tutte sotto organico, riescano a fornire servizi ai cittadini.
E già, proprio così, quando si parla di precariato nel pubblico impiego non si parla esclusivamente di diritti negati (diritto al lavoro, al futuro, etc), ma si parla anche di Stato Sociale e di servizi ai cittadini.
D’altronde la missione di Brunetta, neanche tanto nascosta, era proprio quella di destrutturare la pubblica amministrazione, ridurne le competenze e metterla al servizio dell’impresa. E allora giù colpi sulla scuola e sull’università pubblica, sulla sanità, pubblica, sulla ricerca pubblica e chi più ne ha più ne metta.
Ma torniamo all’insulto, “voi siete l’Italia peggiore”. E qual è secondo il ministro quella migliore? Quella delle banche che hanno provocato la crisi e la stanno facendo pagare ai lavoratori, ai giovani, alle famiglie? Oppure gli imprenditori alla Marchionne che mettono sotto ricatto intere città con lo spauracchio della delocalizzazione? Quella è l’Italia “migliore” con la quale immaginiamo stia il ministro Brunetta.
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