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- di Sara Sesti
“La regina della scienza ottocentesca”, Mary Fairfax Somerville (1780–1872) è ricordata come una delle ultime grandi scienziate autodidatte.
Maestra e ispiratrice di Ada Byron, contessa di Lovelace, si dedicò con straordinaria passione alla divulgazione scientifica, rendendo accessibili a un pubblico colto ma non specialistico i più complessi sviluppi del sapere del suo tempo.
Si avvicinò all’astronomia grazie a una vita segnata da caparbietà e determinazione: scelse di seguire la propria vocazione scientifica sfidando pregiudizi, convenzioni sociali e ostacoli imposti dal suo tempo.
La sua traduzione in inglese della Mécanique céleste di Laplace contribuì in modo decisivo alla diffusione delle teorie del grande astronomo francese nel mondo anglosassone.
Autrice di testi fondamentali di fisica e matematica, alcuni dei quali adottati nei corsi dell’Università di Oxford - istituzione che, ironicamente, le era preclusa in quanto donna - Somerville aprì la strada alla presenza femminile nelle scienze. Fu la prima donna eletta alla Royal Astronomical Society.
In Italia, dove si trasferì insieme al secondo marito, il medico William Somerville, per motivi di salute, visse a lungo tra Firenze e Napoli, città in cui morì e dove tuttora riposa nel piccolo Cimitero acattolico.
Lo scultore calabrese Francesco Jerace la ritrasse in una statua suggestiva: seduta su una seggiola, Mary guarda lontano, verso un orizzonte ideale che, a 92 anni, si apriva per lei come prosecuzione naturale del cielo che aveva tanto amato e studiato.
Il cosiddetto “cimitero degli Inglesi” di Napoli - un tempo quartiere a luci rosse, poi sepolcreto acattolico e oggi parco pubblico - resta uno degli angoli più affascinanti e poco conosciuti della città.
Nel 2017, l’associazione “Toponomastica femminile” ha sostenuto il restauro della sua tomba, restituendo memoria e visibilità a una figura che ancora oggi incarna l’unione tra rigore scientifico e libertà di pensiero.
Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni, 2023.
Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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L’ingresso delle donne al Politecnico di Milano risale al 1888, quando Tatiana Wedenison (nata a Milano nel 1864) fu la prima a iscriversi all’Ateneo. Tuttavia, bisognerà attendere il 1913 per vedere una donna conseguire la laurea: Gaetanina Calvi, originaria della Val Brembana, figlia e nipote di ingegneri, fu la prima donna laureata in Ingegneria Civile al Politecnico di Milano.
Anche l'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) è ufficialmente parte civile nel processo per l'efferato omicidio di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica – Acciaroli, assassinato il 5 settembre 2010.
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Biochimica britannica e pioniera della cristallografia a raggi X, Dorothy Crowfoot Hodgkin (1910-1994) ricevette il Premio Nobel per la Chimica nel 1964 per i suoi contributi rivoluzionari alla comprensione della struttura e del funzionamento delle molecole biologiche.
Sono sette le regioni che andranno al voto nella parte finale del 2025 e i dati di bilancio forniscono utili elementi di valutazione sull’operato delle amministrazioni uscenti in Veneto, Marche e Calabria governate dal centro destra, Toscana, Campania, Puglia e Valle d’Aosta dal centro sinistra.
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