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- di Sara Sesti
Nata il 2 febbraio 1877 a Haynau (oggi Chojnów) in Slesia, Margarete Zuelzer intraprese gli studi scientifici in un’epoca in cui in Germania non esistevano né istruzione superiore femminile né istituti avanzati per donne.
Un bel paper pubblicato dal NBER (National Bureau of Economic Research) ci aggiorna su una delle tante novità fiorite nel mondo della finanza internazionale dopo la Grande Crisi del 2008, esplosa proprio grazie ai prodotti esotici della finanza internazionale. Strano ma vero: si rimedia ai guasti dell’innovazione finanziaria innovando la finanza. E questo genera nuovi rischi.
Con l’arrivo dei primi freddi, accendere il riscaldamento in auto è un gesto istintivo, quasi banale. Eppure dietro quell’aria calda che ci avvolge nelle mattine d’inverno si nasconde una storia straordinaria, fatta di ingegno, coraggio e di una pioniera che sfidò le convenzioni del suo tempo: Margaret Wilcox.
“La regina della scienza ottocentesca”, Mary Fairfax Somerville (1780–1872) è ricordata come una delle ultime grandi scienziate autodidatte.
Maestra e ispiratrice di Ada Byron, contessa di Lovelace, si dedicò con straordinaria passione alla divulgazione scientifica, rendendo accessibili a un pubblico colto ma non specialistico i più complessi sviluppi del sapere del suo tempo.
Si avvicinò all’astronomia grazie a una vita segnata da caparbietà e determinazione: scelse di seguire la propria vocazione scientifica sfidando pregiudizi, convenzioni sociali e ostacoli imposti dal suo tempo.
La sua traduzione in inglese della Mécanique céleste di Laplace contribuì in modo decisivo alla diffusione delle teorie del grande astronomo francese nel mondo anglosassone.
Autrice di testi fondamentali di fisica e matematica, alcuni dei quali adottati nei corsi dell’Università di Oxford - istituzione che, ironicamente, le era preclusa in quanto donna - Somerville aprì la strada alla presenza femminile nelle scienze. Fu la prima donna eletta alla Royal Astronomical Society.
In Italia, dove si trasferì insieme al secondo marito, il medico William Somerville, per motivi di salute, visse a lungo tra Firenze e Napoli, città in cui morì e dove tuttora riposa nel piccolo Cimitero acattolico.
Lo scultore calabrese Francesco Jerace la ritrasse in una statua suggestiva: seduta su una seggiola, Mary guarda lontano, verso un orizzonte ideale che, a 92 anni, si apriva per lei come prosecuzione naturale del cielo che aveva tanto amato e studiato.
Il cosiddetto “cimitero degli Inglesi” di Napoli - un tempo quartiere a luci rosse, poi sepolcreto acattolico e oggi parco pubblico - resta uno degli angoli più affascinanti e poco conosciuti della città.
Nel 2017, l’associazione “Toponomastica femminile” ha sostenuto il restauro della sua tomba, restituendo memoria e visibilità a una figura che ancora oggi incarna l’unione tra rigore scientifico e libertà di pensiero.
Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni, 2023.
Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/
I dispositivi che oggi diamo per scontati su ogni automobile - le frecce direzionali e le luci di stop - furono pensati e realizzati per la prima volta agli inizi del Novecento da una donna straordinaria: Florence Ann Bridgwood, nota come Florence Lawrence (1886-1938), una celebre attrice del cinema muto, curiosa e appassionata di meccanica.
L’ingresso delle donne al Politecnico di Milano risale al 1888, quando Tatiana Wedenison (nata a Milano nel 1864) fu la prima a iscriversi all’Ateneo. Tuttavia, bisognerà attendere il 1913 per vedere una donna conseguire la laurea: Gaetanina Calvi, originaria della Val Brembana, figlia e nipote di ingegneri, fu la prima donna laureata in Ingegneria Civile al Politecnico di Milano.
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