23. 06. 2018 Ultimo Aggiornamento 21. 06. 2018

Cnr in affanno, per l’affare Myrmex chiede aiuto all’Anac

Categoria: Cnr

La vicenda relativa all’acquisto dell’immobile di proprietà della società Myrmex srl, da adibire a sede dell’Area della Ricerca Cnr di Catania, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Risulta, infatti, al Foglietto che, il 29 dicembre scorso - giorno nel quale si sarebbe dovuto riunire il Cda del Cnr per deliberare in merito alla vicenda - il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, ha, invece, inviato all’Anac una richiesta di parere sulla legittimità della procedura fino ad allora adottata, al fine di poter addivenire alla eventuale stipula del contratto di acquisto dell’immobile de quo, al prezzo di di € 11.250.000,00, ai quali, però - come ha evidenziato Il Foglietto nell’articolo pubblicato lo scorso 18 dicembre – occorre aggiungere spese di ristrutturazione per circa € 8.500.000,00, per cui, alla fine, salvo miglior conteggio, l’onere complessivo ammonterebbe a 20 milioni di euro.

Ma perché solo a distanza di un anno e mezzo dall’inizio della vicenda ovvero dalla delibera del CdA n.99 del 20 luglio 2016, che autorizzava i competenti uffici a predisporre un avviso pubblico per l’individuazione di un immobile da adibire a sede dell’Area di Ricerca di Catania, il presidente Inguscio ha sentito la necessità di chiedere lumi all’Autorità nazionale anticorruzione?

Diversi i possibili motivi che, di seguito, proveremo a riassumere brevemente.

Innanzitutto, numerosi atti di sindacato ispettivo presentati in Parlamento, di cui più volte Il Foglietto ha dato notizia, ma non di meno potrebbe aver indotto Inguscio a bussare al portone dell’Anac una nota del 20 dicembre 2017, con la quale un nutrito gruppo di dipendenti della Myrmex – che da molti mesi si batte strenuamente per la ripresa dell’attività di ricerca svolta dalla stessa Myrmex sino a quando l’azienda la interruppe, licenziado tutti i dipendenti, in gran parte ricercatori - ha portato all’attenzione dell’organo di vertice dell’ente di piazzale Aldo Moro un presunto conflitto di interessi di uno dei componenti della "Commissione di valutazione delle proposte di acquisto" che, in passato, sarebbe stato consulente per i progetti PON gestiti dalla stessa Myrmex.

La segnalazione, trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Catania, riporterebbe, tuttavia, in allegato, la dichiarazione di assenza di conflitti, sottoscritta dallo stesso componente prima che la Commissione iniziasse i propri lavori.

La predetta Commissione venne istitutita l’8 novembre 2016 e risultava formata da tre Esperti nel settore edilizio, nonché da un Direttore e da un Responsabile di Istituto del Cnr, quali componenti idonei a valutare le specifiche esigenze funzionali connesse alle attività di ricerca svolte nell’Area di Catania e, quindi, idonei a supportare e completare la valutazione tecnico-edilizia dell’immobile da selezionare.

Inoltre, ad Inguscio sarebbe stato recapitato, qualche giorno prima di Natale, un altro atto - da parte di un legale di Catania, in rappresentanza di 38 dipendenti tutti dell’Area della ricerca etnea, che contestano il possibile trasferimento in “Zona industrale”, tra i quali figurerebbe incredibile dictu anche un componente della stessa “Commissione di valutazione delle proposte di acquisto” – e le cui argomentazioni avrebbero messo in dubbio la legittimità dell’operazione, in base all’assunto che: 1) l’immobile della Myrmex necessita di lavori di ristrutturazione, per cui non sarebbe in possesso del requisito dell’immediata disponibilità al momento dell’acquisto, come richiesto dall’invito a manifestare interesse pubblicato dal Cnr; 2) il bene non sarebbe dotato “di allacciamento ed impianti conformi alla normativa di legge” per la realizzazione di uffici, studi e laboratori di ricerca, in difformità alla previsione di cui alla delibera n. 99/2016, che richiedeva la presenza di “dotazione di impianti meccanici ed elettrici adeguati e funzionanti”; 3) ulteriore elemento di difformità rispetto alla delibera n. 99 del 2016 sarebbe rinvenibile nel fatto che “l’immobile non è ubicato in area urbanizzata, né compatibile con l’attività di ricerca e non facilmente accessibile dalle principali arterie viarie … tenuto conto che … l’immobile della Myrmex è situato nella “Zona industriale” di Catania, a ben 10 km di distanza dal centro della città”; 4) l’immobile non sarebbe da considerarsi giuridicamente libero, a causa di una delibera (n. 484/2017) della Giunta Regionale della Sicilia.

Che l’immobile de quo non si trovi in zona di facile accesso, sarebbe dimostrato dal fatto che il Cnr erogherebbe mensilmente l’indennità di sede disagiata ai dipendenti dell’Imm-Cnr, già allocato nella “Zona industriale” di Catania, essendo stata la zona stessa, evidentemente, già ritenuta dall’Ente di ubicazione non agevole e strategica.

Verosimilmente sulla base di tali premesse, e salvo altre, il presidente del Cnr ha chiesto all’Autorità anticorruzione (Anac) un parere in ordine alla legittimità della procedura ad evidenza pubblica finora adottata dall’ente, finalizzata all’acquisto di un immobile da adibire alla nuova sede dell’Area della Ricerca di Catania.

In attesa di riscontro, l’ente si sarebbe impegnato a non adottare alcun provvedimento che potrebbe risultare dannoso per l'amministrazione.

Il presiedente Inguscio, quindi, ha sospeso ogni decisione in attesa di un parere che non è detto che venga rilasciato, in quanto non obbligatorio per l’Anac.

Resta da capire come il Cnr riuscirà a superare l’impasse, visto che appare quantomeno difficile che l’Anac possa sollevare il management del Cnr dall’onere di assumersi la responsabilità delle proprie scelte gestionali.

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