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Con la Risoluzione n. 7/DF del 13 luglio 2015, la Direzione legislazione tributaria del Ministero dell’Economia e delle finanze, in risposta a una richiesta di chiarimenti inoltrata dal Cnr e dall’Enea, ha stabilito che i due enti pubblici di ricerca non sono tenuti a versare Imu e Tasi sugli immobili in loro possesso, all’interno dei quali viene svolta attività di ricerca per finalità non commerciali.

Si sa che “la legge è uguale per tutti” è formula inossidabile, che campeggia sempre dietro le spalle dei giudici in tutte le aule di giustizia. Una volta si diceva addirittura “dura lex, sed lex”, a significare che, tenuta una certa condotta, ci si doveva far carico delle conseguenze, per quanto pesanti potessero essere.
Il 25 giugno scorso è nato ufficialmente l’acronimo Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), che ha mandato in soffitta il vecchio Cra (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura).
Son circa dieci anni che l’ente di via Balbo è alle prese con ristrutturazioni o presunte tali. Comune denominatore ai vari progetti di cambiamento sono i concetti di modernizzazione e innovazione; obiettivi che, una volta raggiunti, avrebbero generato, a detta degli autori, miglioramenti generalizzati sia in termini di tempestività che di qualità delle indagini. Una panacea.
